Alessia Babetto è una giovane musicista nata in provincia di Rovigo, dove vive. Da poco laureata in lettere, è una flautista affermata. Come capita a molti giovani, sta lavorando all’estero. Le abbiamo chiesto un diario di questa sua esperienza, che vi offriamo in lettura con molto orgoglio: perché è davvero bello, e perché con questa prima serie si apre una collaborazione con Alessia che, speriamo, durerà molto a lungo. Ecco la prima puntata di questo Diario da Sofia che potrete leggere una volta alle settimana qui, sul vostro Remweb.

Avete presente quell’euforia che ti prende quando ti stai per affacciare ad un’esperienza del tutto nuova? Beh, per cominciare potrei parlarvi di quella, dell’euforia, che era ben più forte rispetto all’ansia, alla paura, al dispiacere. Ma è meglio invece che cominci dall’inizio e che vi racconti ben bene la mia storia.

Da circa un mese vivo in Bulgaria, a Sofia, dove ho l’opportunità di suonare presso la Filarmonica della capitale, un posticino che mi sono guadagnata quando frequentavo il biennio in flauto presso il Conservatorio di Padova, inviando online del materiale richiesto per essere idonei.

Si tratta di un progetto dal nome “Working With Music”, chiunque fosse interessato può trovare informazioni in rete molto agevolmente. É una cosa che non ho detto a nessuno, un po’ perché, spesso, le belle opportunità rivelano i veri amici, e un po’ perché, crescendo, ho capito che non fa male custodire per sé la propria gioia. Sapete, fra musicisti non bisogna far chiasso, il più sottile intenditore potrebbe udire in voi una nota crescente nel vostro temperamento, costringendovi a tornare fra le righe.

Ma perché una flautista (vi prego, non scambiate il triste ricordo che avete del flauto dolce che suonavate alle scuole medie con lo strumento del quale vi sto facendo menzione, mi riferisco al flauto traverso) dovrebbe trovar la voglia di raccontare in un blog quello che le sta capitando, togliendo del tempo alle amabili orecchie dei vicini mentre si arrovella fra le ore che dedica alla tecnica e quelle che dedica a trovare la musicalità nei pezzi?

Terme municipali a Sofia

La risposta é piuttosto semplice: a giugno ho terminato il percorso universitario in Lettere che portavo avanti parallelamente al Conservatorio; se ho fatto lettere è perché mi piace scrivere, e visto che questa cosa è risaputa, e l’hanno saputa i redattori di Remweb, mi hanno chiesto di tenere un diario di questa mia esperienza di “giovane cervello in fuga”, così hanno detto.
Ho accettato senza pensarci tanto, così un po’ mi tengo compagnia, un po’ metto in fila le cose che mi stanno capitando e forse tutta questa cosa può servire da testimonianza a qualche lettore curioso di sapere come vive davvero un giovane che, costretto o di propria volontà, fa un’esperienza di lavoro all’estero, con l’occhio sempre rivolto a casa, nella speranza di tornare e di avere un’occasione di esprimersi e di trovare un lavoro a casa propria.

Ma vorrei parlarvi anche di altre cose: di come può vedere il mondo una persona che ha deciso di viverlo, di accogliere le sfide che le si presentano dinnanzi e di affrontare ogni difficoltà, di mettersi alla prova cercando i propri limiti per provare a superarli; ma soprattutto vorrei raccontare di chi non si dimentica di meravigliarsi di fronte alle cose, alle più piccole e semplici, perché solo così si potrà credere di essere felici davvero ogni giorno.
Adesso vi lascio; ma la prossima volta comincerò a raccontarvi qualcosa del luogo in cui mi trovo e di quello che faccio. Per adesso, chiudo la prima pagina di questo diario virtuale, pronta ad aprire presto la seconda.

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