Il diario di Gabriella Imperatori si conclude con questo “Abbecedario dei mesi di coronavirus”, questa la seconda parte.

(I) – “Immuni”: sarà il nome di una app (volontaria e sperimentale) da cui si potranno dedurre  luoghi e persone portatori di possibile contagio. Sarà applicata agli smartphone, ma chi si serve ancora (come il giornalista Marco Travaglio, e come me) di un antidiluviano Nokia o similare, potrà avere in regalo un cellulare di nuova generazione? Di più: c’è nessuno che tema un possibile Grande Fratello Orwelliano, nonostante le garanzie di rispetto della privacy?

(L) – Si litiga ovunque. In famiglia, per nevrosi da isolamento, in rete, in TV. Per motivi seri, per assurde scemenze, per rispettare un “ruolo” pubblico assunto da decenni. I più litigiosi li conosciamo tutti, e anche il loro cognome, talvolta, è in tema con la rissosità.

(M) – Mascherine. Dopo mesi di irreperibilità, ecco che possiamo acquistarne ovunque, di tutte le fogge e per ora di tutti i costi. Per le donne, leggo che alcune ditte ne stanno preparando anche di assai eleganti: a fiori, a righe, scozzesi, da giorno e da sera: abbinabili ai vestiti estivi, quando potremo smettere di indossare le tute.

(N) – Nebulosità: è complementare alla prolissità degli esperti, specie se politici. Non c’è  intervista, non c’è decreto né disposizione in cui la chiarezza emerga senza contraddizioni. Esempio: a che età si deve attenersi alle prescrizioni per gli anziani? Sono 70, 65, 60, gli anni in  cui non sarà consentito, nella fase 2, di uscir di casa liberamente (anche se ci sono  sessantenni, e perfino ottantenni, in grado di badare a se stessi assumendosi tutte le responsabilità?)

(O) – Ospedali covid-19. Sono disponibili per tutti? Non sempre lo sono stati. In Gran Bretagna, in Svezia, e anche in qualche clinica nostrana, si sono fatte delle scelte: sì ai giovani, no (o ni) agli anziani (a meno che non siano dei geni tuttora creativi). I vecchi possono curarsi a casa loro, o chiedere asilo in qualche casa di cura, possibilmente non contagiosa.

(P.1) – Picco: dopo salita e stabilità, ecco imboccata, almeno in Italia, la discesa: Wow! Ma c’è chi profetizza una risalita in autunno: Grrr!   

(P.2) – Parrucchiere: che nostalgia!

(Q) – Quando? È la domanda che tutti rivolgono con insistenza a scienziati, politici, filosofi e altri esperti. Quando finirà tutto? Ma nessuno lo sa.

(R) – Resistenza: siamo stati lodati per la nostra disciplina e resistenza. Ma ora quasi tutti non ne possono più. E i ribelli (o incoscienti) alzano la voce.

(S) – Sapienti. Prima affermano che, siccome il covid-19 è nuovo e stravagante, è ovvio che non si può saperne molto. Poi però, contraddittoriamente, cercano di dimostrare che loro sanno tutto. È probabile che abbia ragione chi riconosce di non saperne niente.

(T) – Turismo. Com’è noto, è una delle maggiori risorse italiane, insieme con il cibo, la moda, le automobili. Ma chi ha davvero voglia di andare al mare, imprigionato in simil-igloo, in gabbie trasparenti o altre diavolerie? L’auto nuova? Meglio rimandarne l’acquisto al prossimo anno, finanze permettendo, e così pure per quanto riguarda un guardaroba all’ultima moda. La seconda casa? Finora non si è potuto usarla, però abbiamo dovuto continuare a pagarne le salatissime imposte locali. Resteranno a disposizione, fra poco, le pizzerie, i ristoranti, le grigliate in terrazza o giardino, o la carbonara fatta in casa, tanto per cambiare. Al buon cibo nessun italiano vuol rinunciare. Per il momento, non sono pochissimi i ristoratori che cuociono e distribuiscono gratis le loro pietanze a chi non ha soldi per mangiare. 

(U) – Unità: ce la raccomandano sempre, in molti sostengono che uniti si ripartirà,  addirittura che diventeremo migliori di prima. Ma se non avesse tutti i torti chi dice che invece torneremo a essere quel che siamo sempre stati: i buoni ancora buoni, gli egoisti egoisti, i malvagi malvagi, i saggi saggi e i folli magari più folli ancora?

(V) – Vaccino. Sarebbe il deus ex machina per sconfiggere il serial killer invisibile. Però qualche scienziato pronostica che il virus si spegnerà da solo, come  altri virus (si spera non dopo aver spento troppi di noi).

(Z) – Zanzare. Pare che siano innocenti per i contagi del  coronavirus, ma non per  quelli di altri molteplici virus che già si stanno preparando a invadere le nostre atmosfere, ora così piacevolmente ripulite. Oltre alle mascherine, dovremo bardare i nostri giacigli di  zanzariere, sognando inarrivabili paradisi esotici?

(… fine …)

L’idea è quella di un diario semi-quotidiano. Lei è Gabriella Imperatori, veneziana, da molti anni residente a Padova. Ha collaborato con quotidiani e riviste regionali e nazionali e con la Rai. Ha scritto per il Corriere del Veneto ed è direttrice responsabile del trimestrale Leggere donna. Tra i suoi romanzi Bionda era e bella (Rusconi, 1990), Questa è la terra, non ancora il cielo, con Gloria Spessotto (Tufani, 1998), Portami via con te (Marsilio, 2000), Trilogia dei baci (Marsilio, 2004), L’onda anomala (Marsilio, 2013). Con Apogeo ha pubblicato un racconto nell’antologia Io sono il Nordest (2016) e i racconti di Ballata per eroi senza nome (2017).

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