Oggi è la terza domenica senza poter andare a messa. Non che mi piaccia particolarmente andarci. Soprattutto alle messe di questi tempi. Tirate via. Celebrate da sacerdoti che dicono cose ordinarie. Però mi manca, la messa. Che cosa mi manca? Il momento. La diversità di quel momento. La rottura della routine. Un tempo che rompe il ritmo. Lo cambia. Mi fermo davanti a un protagonista che non sono io. Un protagonista significativo. Che fa cambiare passo. Ho trovato discutibile la decisione di sospendere le messe feriali. Per evitare assembramenti, si è detto. Quali assembramenti ci sono alle messe delle 8 del mattino o delle 18 pomeridiane del mercoledì? Chi ha fatto questo provvedimento probabilmente non entra in una chiesa da decenni. Poco comprensibile anche l’acquiescenza delle gerarchie all’ordinanza dei governativi. Soprattutto in tempi in cui funzionano mezzi e servizi pubblici. Bastava regolare in modo rigoroso il distanziamento. Ma tant’è. Oggi è domenica. Il mio amico Gino mi ha suggerito di ascoltare la messa celebrata dal santuario di Oropa. Spero di trovarla.

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