Non scrivo mai di food ed ho partecipato ad un unico workshop di fotografia sul cibo e mi è bastato….ma quando ho conosciuto Lodovico Fracasso, ho deciso che dovevo approfondire l’argomento, per la necessità di una informazione corretta su quanto si mangia.

Questa pasta artigianale al cento per cento, nasce a km zero a Pontecchio Polesine, località “La Colombaia”, da una passione di tre generazioni per una coltivazione sostenibile, seguendo un rigido protocollo di tecniche di agricoltura di precisione, nel rispetto di madre terra.

E’ possibile tramite una webcam collegata sapere esattamente da quale campo proviene la pasta, ogm free, fatta con semola di grano duro, acqua, macinata a pietra, con trafila a bronzo, una essicazione lenta, nessun additivo, solo ingredienti semplici, poco sodio, un tempo di cottura breve ed una alta digeribilità.

Lodovico Fracasso è un agronomo che ha saputo ottenere un ottimo grano duro ad alto valore proteico, selezionando un mix di frumenti diversi tra quelli da lui coltivati, avvalendosi delle più aggiornate tecnologie, come un sistema per muovere con la geo localizzazione i trattori in campo guidati da tecniche satellitari senza pilota in cabina, mediante una antenna posta nel trattore stesso che regola l’acceleratore, lo sterzo, i freni in tempo reale.

Camminando vicino ai campi troviamo subito una fascia campione incolta, larga sei metri con 18 metri rose canine, indicatrici di malattie fungine, siccità e altro e le spighe all’interno sono distinguibili per le svariate sfumature che vanno dal giallo intenso a quello più chiaro fino al verde citrino.

Il titolare ha spiegato come la sua azienda sia nata da un lascito dei suoi genitori di una decina di ettari che il nonno, partito da Vicenza in bicicletta con la moglie sulla canna, ha dato a ciascuno dei dieci figli, e Lodovico abbia acquistato i campi confinanti e ne abbia altri in conduzione per arrivare a trecento ettari coltivati non solo a frumento, ma anche erba medica biologica, soia, mais ad uso alimentare.

Camminando nei campi si sente il profumo del grano e facendo scouting, cioè esplorazione, c’è una attenta analisi fogliare per ottenere un prodotto sicuro che viene portato nei silos diviso in sacconi, poiché è fondamentale la corretta conservazione dei chicchi con il germe di grano, il germe vivo sempre presente, che gli altri produttori tolgono per risparmiare, e poi è trasferito al mulino dove il germe si mantiene vivo perché è macinato a pietra, a venti giri al minuto e dentro rimane il cruschello, ottenendo una farina davvero unica.

La pastaia Cristina, artefice di un piccolo laboratorio, trasforma con acqua di fonte la farina in pasta che viene estrusa in forma di penne rigate, fusilli, caserecce e tagliatelle disegnate a mano, nella tipologia “integrale e delicata semi integrale”.

L’essicazione avviene a 28-30 gradi per oltre trenta ore, mentre in inverno occorre un tempo più lungo; il prodotto finale è sottoposto a campionatura e controllo da un ente certificatore esterno con analisi multipla residuale, del contenuto in tossine e dell’assenza di ogm.

Le paste integrali spacciate come tali sono solo parte amidacea unita a crusca, mentre nella pasta Fracasso c’è un livello minore di carboidrati, un alto livello di fibre e proteine con il risultato di ottenere un alto livello energetico subito, una buona digeribilità ed un senso di sazietà, molto apprezzato per sportivi e salutisti e necessario a persone in sovrappeso.

Buona anche la confezione in scatola rettangolare con fascia esterna con il logo, che si appiattisce e viene smaltita nel cartone ed all’interno vi è un sacchetto di plastica trasparente contenente la pasta che ha uno smaltimento differenziato.

E’ fondamentale quindi che vi sia una delibera del benessere con il rispetto di madre Natura e la difesa della pianta con una agricoltura di precisione, la classificazione dell’alimento e la trasparenza delle informazioni.

Mangiare sano fa solo bene e fa star bene ed è quello che è avvenuto con la degustazione della pasta Fracasso integrale condita con olio siciliano dell’azienda agricola Titone e della pasta semi integrale con sugo di pesce e poi con la carne, preparati da uno chef esperto, abbinati a vino chardonnay, monte ricco rosè ed un ottimo pinot nero della Cantina Terra Felice di Arquà Petrarca, che ha come principio la cultura e tradizione del vino lunga cinque generazioni in dieci ettari di vigna.

Il tutto è stato una coerente esperienza sensoriale per la palatabilità, l’aspetto visivo avvincente, l’esame olfattivo invitante abbinato ad un gusto intenso e contemporaneamente delicato, con una maggiore capacità saziante, unito alla consapevolezza di una produzione sicura a km zero.

Buon appetito!

 

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