“E’ probabilmente un cretino, ma è dei nostri”. Randy Newman

Ci sono molti problemi nel nostro paese, molti nodi irrisolti, ma la soluzione non è certo l’autonomia. E’ un falso obiettivo, è come se all’interno di una famiglia nella quale alcuni sprecano denaro accadesse che altri membri, fossero anche quelli parsimoniosi, decidessero di non contribuire alla gestione comune delle risorse e di “pensare per se”. Può sembrare legittimo e ragionevole, ma è una soluzione semplicistica ad un problema complesso. Come potranno i famigliari scissionisti calcolare la quota parte che devono corrispondere, poniamo, per l’affitto? E per il consumo di energia, di acqua? In che misura parteciperanno ai costi di riparazione e manutenzione? Ci si addentra in un ginepraio ma la cosa più grave è che si perde di vista il problema principale: lo spreco. Invece di obbligare chi spreca a comportarsi in modo corretto si preferisce chiudere gli occhi e tentare di fare da se. In altre parole, faccio esempi volutamente generici, accettiamo che la sanità campana dilapidi denaro pubblico e che la Sicilia mantenga una legione di forestali (anche quelli avventizi che appiccano gli incendi), a noi basta il miraggio dell’autonomia, come se questo risolvesse il problema. Ammesso e non concesso che la gestione veneta o lombarda fosse tutta rose e fiori (prego rammentare “prodotti nostrani” a km zero come Formigoni o Galan!) per funzionare veramente l’ipotesi dovrebbe prevedere l’indipendenza, come è accaduto nella ex Jugoslavia (Vi ricordate? Dapprima tutti a stracciarsi le vesti per la guerra e poi tutti sereni a intessere relazioni con Slovenia, Croazia & C., come se l’Unione Europea avesse il diritto di decidere il destino di popoli accomunati dagli accordi di Yalta). Ma torniamo a noi con qualche esempio: le nuove regioni “autonome” accetteranno di pagare comunque le costosissime e spesso inutili scorte dei politici VIP che si concentrano nel centro-sud? Accetteranno di ripianare almeno parzialmente l’aumento del deficit di bilancio statale che l’autonomia e la diminuzione del gettito verso Roma causerà inevitabilmente? E’ una coperta corta, signori. Credo che la soluzione concreta sia prima di tutto ridurre gli sprechi, a qualsiasi livello. Lo spreco, la corruzione ed il malaffare si basano soprattutto sulla deresponsabilizzazione e sulla conseguente impunità. Le cose vanno male ma non è colpa di nessuno. Facciamo qualche esempio: una determinata ASL acquista prodotti e servizi a prezzi non congrui. E’ assolutamente necessario prevedere una responsabilità apicale da parte del responsabile acquisti e del presidente. Le misure da irrogare debbono prevedere il licenziamento in tronco e nei casi più gravi l’azione di responsabilità per danni. Qualcuno ottiene una licenza edilizia indebita? Sindaco ed Ufficio Tecnico del Comune ne rispondono direttamente. Sono pagati per fare questo, pagati dalla collettività che ha il diritto di chiedere conto del loro operato. L’azienda municipalizzata dei trasporti è in deficit? Si chiudono i problemi pregressi in modo drastico (concordato o fallimento) e si riparte ex novo ma con la certezza che chi amministra rischia di suo e quindi prima di fare gestione allegra ci penserà due volte. Perché questi funzionari pubblici percepiscono stipendi spesso elevatissimi senza alcuna responsabilità? Perché alle Ferrovie, in Alitalia e in tanti enti si avvicendano managers che provocano dissesti milionari e vengono comunque liquidati con buonuscite sontuose? Io sono convinto che un cambio di mentalità e di cultura nella gestione della cosa pubblica siano l’unico modo per rifondare questo paese, sono altrettanto convinto che questo non possa avvenire se non attraverso l’azzeramento della classe politica che ha governato negli ultimi trent’anni, è la responsabile di questo disastro e continua a promettere soluzioni che poi si guarda bene dall’applicare. Diversamente sarebbe come sperare nel ravvedimento di Renzi, di Berlusconi o di Verdini (la lista sarebbe lunghissima), folgorati come Saul sulla via di Damasco e convertiti alla politica onesta. Si tratta di un’ipotesi inverosimile con qualche elemento di surrealtà.

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