Non ha deluso le aspettative la seconda serata-evento del Festival areniano, venerdì 21 luglio Plácido Domingo – Antología de la Zarzuela ha offerto uno spettacolo coinvolgente ed emozionante, un’emozione scaturita grazie al suo protagonista, in splendida forma, che ancora una volta ha fatto pensare a quel nonsoché di prodigioso che da sempre ci sovviene se pensiamo alla sua voce. La voce, sì proprio lei, la voce di Plácido Domingo che, perfettamente a suo agio nel repertorio della zarzuela, ha fatto dimenticare le sue settantasei primavere, mostrando uno smalto e una finezza esecutiva che la maggior parte degli interpreti oggi sulle scene, anche se con trent’anni di meno, possono solo vagheggiare.

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La serata è stata un omaggio alla zarzuela, genere che si lega alle origini personali e artistiche di Domingo, con un intenso spettacolo interamente dedicato a quest’antica tradizione spagnola, le cui origini risalgono al XVII secolo. Simile nella struttura all’opéra-comique francese e al Singspield tedesco, la zarzuela è la forma più tipica del teatro musicale spagnolo, con parti cantate e altre recitate.

Plácido Domingo e Ana María Martínez
Plácido Domingo e Ana María Martínez.

Sul palcoscenico areniano, insieme al celebre artista madrileno, due specialisti di questo repertorio. Il soprano Ana María Martínez, già apprezzata dal pubblico areniano in occasione del Gala Domingo-Operalia del 2013, ha confermato le proprie doti vocali mostrando agilità e musicalità invidiabili che, insieme alla giusta sensualità conferita alle interpretazioni, hanno regalato dei passaggi di estrema raffinatezza, apprezzati anche dagli spettatori con il palato più fine.

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A completare la terna di solisti il tenore Arturo Chacón-Cruz, di nuovo in Arena dopo il debutto di qualche giorno fa come Duca di Mantova in Rigoletto, che ben si è inserito nello spettacolo infondendo alle sue interpretazioni la giusta dose di passionalità. Ottima la prova dell’Orchestra dell’Arena di Verona, condotta con slancio e perizia dal maestro Jordi Bernàcer nel repertorio della zarzuela, vincenti anche la regia curata da Stefano Trespidi e il lighting design di Paolo Mazzon.

La Compañía Antonio Gades
La Compañía Antonio Gades.

A rendere il tutto ancor più memorabile la partecipazione della Compañía Antonio Gades, diretta dalla ballerina e coreografa Stella Arauzo, compagnia che riveste un ruolo cardine della danza spagnola e flamenco nel panorama internazionale, alla quale è spettato il compito di aprire la serata con l’intermezzo da La boda de Luis Alonso del compositore iberico Gerónimo Giménez, per la coreografia di Mayte Chico e Stella Arauzo.

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Sulle note di “Quiero desterrar” da La del soto del parral di Reveriano Soutullo e Juan Vert ha fatto il suo ingresso in scena Plácido Domingo, poi tornato più volte sul palcoscenico per interpretare arie e duetti, ai quali si sono aggiunti i bis finali. Ad accogliere ogni suo ingresso in scena l’affetto del pubblico areniano, consapevole di certo della straordinaria serata vissuta.

Tutti gli interpreti in scena per gli applausi finali.
Tutti gli artisti in scena per gli applausi finali.

©Foto Ennevi/Fondazione Arena di Verona

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