Tutti i cani grandi o piccoli, di razza o meticci potranno entrare in Casa dei Carraresi a Treviso per ammirare con i loro padroni, la grande mostra loro dedicata.

Sino al prossimo 3 febbraio 2019 sono esposte ben 80 fotografie del grande fotografo statunitense Elliot Erwitt, tutte dedicate ai cani, in una raccolta di foto, come numero, mai esposta prima in Italia, in quanto nella precedente mostra di Forlì c’erano solo alcuni scatti di animali.

“Elliott Erwitt: i cani sono come gli umani, solo con più capelli”, curata da Marco Minuz, raccoglie una straordinaria selezione di fotografie dedicate a questo tema, in un percorso che spazia dagli anni cinquanta fino ai giorni nostri e che documenta la profondità e l’acutezza del lavoro fotografico di Erwitt su questo specifico tema. Le sue sono tutte immagini realizzate “dal punto di vista dei cani”. Spesso il fotografo pone il suo obiettivo ad altezza di cane, lasciando ai suoi padroni, il solo spazio di un piede o dei polpacci.

E’ la prima volta che i cani sono ufficialmente ammessi e benvenuti ai Carraresi. Unici requisiti: che siano al guinzaglio dei loro padroni e che siano muniti di museruola.

E’ riconoscimento di una battaglia di civiltà, secondo le organizzazioni che raggruppano i moltissimi amici e proprietari dei cani. Che pregustano il piacere di condividere la mostra con i loro compagni di casa e di vita.

L’esposizione è situata al primo piano con un percorso espositivo originale di ben 80 opere della Magnum tra fotografie originali, video e altri materiali che esplora una delle parti più curiose e interessanti della produzione del fotografo franco-americano.

I cani sono tra i soggetti più amati dal fotografo. Non perché egli ne sia particolarmente affascinato (come lui sostiene), ma perché con il loro atteggiamento naturale e irriverente, fungono da perfetto contraltare alla pomposità ed alla ricercata compostezza dei loro padroni. E soprattutto, a differenza degli uomini, non hanno la pessima abitudine di pretendere una stampa delle foto che viene loro fatta!

Il titolo, tratto da una sua dichiarazione rilasciata in un’intervista, è già una guida per questa mostra che vuole essere un’opportunità per analizzare, con ironia e a volte cinismo, l’essenza profonda di questa ricerca che, attraverso il quadrupede peloso, mira all’essere umano.

Molte di queste immagini sono buffe e ritraggono animali che saltano o si mostrano sorpresi. Pose che sono ottenute, a volte, da Erwitt con un metodo preciso, ovvero suonando, poco prima di fotografare, una trombetta che spaventava i cani. Oppure, ricorrendo ad un unico forte latrato, emesso dallo stesso fotografo, che scatena la reazione dei cani che, all’improvviso, saltano, abbaiano, ringhiano, consentendogli di coglierli nella loro naturalezza. Escono così immagini di forte spontaneità, che fissano l’espressione animata degli animali.

Nelle fotografie di Erwitt non c’è un’attenzione particolare per il paesaggio; il suo occhio s’indirizza alla figure umane e sugli animali, per lui riflessi inconsapevoli delle abitudini degli uomini.

Nell’intervista fatta nel 2016 al Forte di Bard il fotografo ha raccontato di essere nato nel 1928 in Francia da emigranti russi e da bambino andava con un soldo che gli dava la madre a vedere i musei, così si è appassionato all’arte. Ha trascorso la sua infanzia in Italia e poi si è definitivamente trasferito a New York, a causa delle leggi razziali, dove si sente molto a casa.
Non ha mai studiato fotografia ed ha iniziato da giovane in modo amatoriale; gli piace essere padrone del suo tempo ed ha fotografato i cani perché sono per la maggior parte animali empatici.

Erwitt è stato ammesso alla Magnum dopo due anni di leva: allora era una agenzia molto piccola della quale è stato presidente tra il ’65 ed il ’68.
Per lui gli elementi fondamentali di una buona fotografia sono la composizione, il contenuto e la magia che si crea nell’inquadratura, con una osservazione acuta della realtà circostante preferibilmente in bianco e nero, per questo è difficile insegnare la fotografia e la tecnica si può benissimo impararla da soli; egli preferisce pubblicare libri che sono una esaltazione dell’ego e non si gettano subito via.
Il fotografo ora novantenne potrebbe aprire un negozio di macchine fotografiche perché possiede tutti i tipi di apparecchi; ha raccontato che era difficile fare una brutta foto a Marylin Monroe e lei era molto carina con lui.

Elliot Erwitt è uno dei grandi della fotografia che merita davvero!
La mostra è visitabile dal martedì al venerdì dalle ore 10 alle 18, il sabato, la domenica e festivi dalle ore 10 alle 20 ed il biglietto di ingresso ha un costo di 10 euro; inoltre è possibile accedere alla mostra “Da Tiziano a Van Dick” sempre alla casa dei Casa dei Carraresi acquistando un altro biglietto.

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