Questo nuovo numero della rivista REM, nata nel 2010, si apre come al solito con l’editoriale, dedicato stavolta alla “cancel culture”, definita senza mezzi termini come una pandemia culturale che sta minando alla base uno dei capisaldi della cultura e della civiltà occidentale.



Nelle pagine che seguono ritorna la rubrica di Natalino Balasso “Taccuino futile”, mentre Cristiano Vidali, nell’altra rubrica “La nottola di riserva”, conclude il percorso tra le lettere che compongono l’acronimo REM, soffermandosi sulla M di Memoria.

La “Storia di copertina” del 24° numero di REM è dedicata ad uno dei più noti scrittori italiani, Ermanno Cavazzoni, intervistato da Vainer Tugnolo. Uno scrittore difficilmente classificabile, lontano dalla tradizione formale di una certa letteratura che ha sempre attribuito a sè stessa eccessiva importanza.

Giovanni Montanaro dedica un interessante articolo alle “mille vite” di Alberto Ongaro, notissimo scrittore veneziano, tra i più significativi della letteratura italiana del ‘900.

Un’intervista di Fabio Bozzato a Fabrizio Panozzo sul tema dell’economia della cultura coinvolge l’attenzione del lettore sul MacLab, il Laboratorio di Management dell’Arte e della Cultura di Ca’ Foscari.

In un’altra intervista di Elena Cardillo il regista Alessandro Rossetto parla dei suoi film: “Piccola patria”, “Effetto domino” e “The italian banker”, della sua collaborazione con lo scrittore Romolo Bugaro e dei progetti futuri.

Milko Marchetti, uno dei più noti fotografi naturalistici italiani, firma un interessante articolo in cui descrive il suo appassionante lavoro nel Delta del Po, “un luogo dove luci ed ombre sono perennemente in lotta per la gestione della ruota dei colori…”.

Sempre al tema della natura e della sua frequentazione, sono dedicati gli articoli di Diego Crivellari e l’intervista di Daniela Gambaro, nota scrittrice e sceneggiatrice, a Danilo Trombin per il suo nuovo libro “Viaggio del delta del Po”: Crivellari ci guida alla ricerca di un Polesine diverso, attraverso alcuni itinerari che propongono l’abbinamento tra la navigazione nel Canalbianco, il fiume di mezzo, con la bicicletta, grazie alla fitta rete di ciclovie e percorsi adatti alle due ruote; Daniela Gambaro, invece, con l’intervista Trombin invita a ritrovare uno stile di vita più consono e in sintonia con la natura che ancora ci circonda così benevolmente.

Nel suo articolo Sandro Marchioro ricorda l’opera di Eugenio Ferdinando Palmieri, di cui l’editore Il Ponte del Sale di Rovigo ha recentemente ristampato in una nuova bellissima edizione le “Poesie”.

Un articolo è poi dedicato alla mostra aperta a Palazzo Roverella a Rovigo dal titolo “Vedere la musica. L’arte dal Simbolismo alle Avanguardie”. Gli autori, Evelin Crepaldi e Michael Miazzi, sono operatori culturali di Pop Out e descrivono il percorso espositivo citando le tante importanti opere esposte al Roverella.

Nella sezione “Sapori e Saperi” è Mario Bellettato a ricordare la storica trattoria “Le Camille” di Valliera di Adria, “tempio pagano”, uno dei tanti nel Novecento, dove si celebravano i riti di una società plasmata sui ritmi e sulle tradizioni della cultura contadina.

L’intervista di Francesco Casoni a Luigi Costato, che lascia per fine mandato la presidenza della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, è l’occasione per ricordare le tante manifestazioni realizzate in questi anni e per parlare della città di Rovigo.

Il numero si chiude con uno spazio dedicato all’associazione REM con un’ampia rassegna delle tante iniziative realizzate in questo suo primo anno di vita.

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