Conto alla rovescia per l’edizione 2017 del Festival Lirico all’Arena di Verona, che inaugura il 23 giugno con Nabucco di Giuseppe Verdi, terzo titolo più rappresentato nell’anfiteatro veronese. L’opera andrà in scena per dodici serate in un nuovo allestimento firmato per regia e costumi da Arnaud Bernard e con scene di Alessandro Camera. La messa in scena del capolavoro verdiano è ambientata idealmente nel periodo del Risorgimento italiano durante le Cinque Giornate di Milano. L’azione si svolge attorno e all’interno al Teatro alla Scala durante una reale rappresentazione di Nabucco, per sottolineare quanto l’opera e la musica di Verdi potessero accendere gli animi ancor più di mille proclami, e prevede colpi di fucile e spari di cannone che potranno essere uditi all’esterno dell’Anfiteatro, ma che saranno ovviamente a salve.

Il dramma verdiano, composto sul libretto di Temistocle Solera, è affidato alla direzione di Daniel Oren che dal 1984 ha guidato solisti, Orchestra e Coro areniani in 45 titoli lirici per 28 Festival. In scena spiccano i nomi di grandi interpreti verdiani: nei panni del protagonista Nabucco per la prima e le due recite successive ci sarà George Gagnidze, il personaggio della fiera Abigaille è affidato a Tatiana Melnychenko, debutto in Arena nel ruolo di Zaccaria per Stanislav Trofimov.

Nei panni di Fenena ci sarà Carmen Topciu e in Ismaele Walter Fraccaro, completano il cast nel ruolo del Gran Sacerdote di Belo Romano Dal Zovo nei panni di Abdallo Paolo Antognetti e darà voce ad Anna Madina Karbeli.

Con oltre duecento rappresentazioni tra le antiche pietre dell’Arena, Nabucco è tra i colossal delle stagioni areniane: terza per numero di recite dopo Aida e Carmen, l’opera, dalla sua prima rappresentazione nell’anfiteatro nel 1938, tornerà infatti in cartellone per 21 Festival, presentata in dieci diversi allestimenti. Titolo di un giovane Verdi infervorato di passione politica e dalla voglia di riscatto nel panorama musicale, è molto amato dal pubblico, soprattutto per il celeberrimo coro del “Va’, pensiero”. Grandi nomi si sono susseguiti per questo titolo in Arena: tra tutti va ricordata la direzione d’orchestra di Gianandrea Gavazzeni per l’edizione del 1962, la regia di Sandro Bolchi nel 1971 e le memorabili interpretazioni di Ghena Dimitrova, quale potente Abigaille, oltre a Renato Bruson e Leo Nucci nel ruolo del protagonista.

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Per il Festival 2017 Nabucco è proposto nel nuovo allestimento del regista francese Arnaud Bernard che traspone la messa in scena tra il 1848 e il 1860, periodo in cui l’Impero austroungarico dominava il Regno Lombardo-Veneto. Nel secondo atto Nabucco non verrà colpito da un fulmine divino, ma si farà allegoria dell’uomo politico vittima di un attentato da parte di rivoluzionari armati di fucile. “Va’ pensiero” sarà cantato dietro le barricate e tutta la messa in scena avrà come ambientazione luoghi ben riconoscibili: un noto teatro, il sagrato di una cattedrale, un bastione semi-diroccato, la sala di un palazzo nobiliare. «L’azione – così il regista – si svolge attorno al Teatro alla Scala durante una reale rappresentazione di Nabucco, per sottolineare maggiormente quanto l’opera e la musica di Verdi potessero entusiasmare e accendere gli animi ancor più di mille proclami». Perché, chiarisce Bernard, «sicuramente la colonna sonora di questo periodo storico è stato il melodramma italiano, e in particolare le opere di Giuseppe Verdi».

 

Nell’immagine di copertina: Nabucco. Bozzetto di Alessandro Camera – ©Fondazione Arena di Verona.

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