Il secondo Festival Olistico del Polesine si è chiuso domenica sera con la danza delle bravissime danzatrici di Artalide e la distruzione del grande Mandala di riso colorato, posto al centro della palestra comunale.Realizzata, chicco dopo chicco, da operatori e visitatori, compresi i bambini, l’opera ha conquistato tutti con l’armonia di colori e forme, di cui era naturale sentirsi parte.

Difficile separarsene, ma indispensabile, come avviene nella pratica dei monaci tibetani, per ricordarci che nulla dura per sempre e tutto si trasforma. Il riso è stato scelto non solo per contiguità con la settima edizione della Festa del Riso, svoltasi a Porto Tolle nello stesso periodo, a cura dell’Amministrazione comunale e della Pro loco, ma soprattutto per celebrare il valore simbolico di fertilità e solidarietà, attribuito a questa pianta in tutte le culture del mondo.

E anche per far conoscere al territorio modi e tecniche diverse con cui approcciarsi alle risorse, all’alimentazione, a sani stili di vita, nel rispetto della natura, consapevoli di esserne parte. Questo, infatti, è il senso delle discipline olistiche e bio-naturali: armonizzare tutti gli aspetti del nostro essere, fisico, mentale, emozionale e relazionale.

Il festival olistico itinerante del Polesine nasce proprio dal sogno di creare un evento nuovo, adattabile alle varie realtà locali che vorranno ospitarlo, che tratti di conoscenze arcaiche e naturali, fedeli ad una visione olistica dell’uomo concepito nella sua fusione di corpo, mente, emozione ed energia.

Stare bene è una scelta di vita molto semplice, ma che richiede tempo, il tempo “del e per” sé, quella risorsa preziosa da riscoprire e proteggere. Per perseguire una integrale e stabile idea di benessere, infatti, è importante conoscersi a fondo, capire quali sono i propri bisogni, ascoltarsi, saper scegliere la via più adatta da percorrere e, soprattutto, agire per originare il cambiamento.

festival stand

Chi ha visitato il Festival, il 23 e 24 settembre, non ha trovato solo una vetrina per gli operatori o l’opportunità di poter fare gratuitamente massaggi, partecipare a sessioni di espressione corporea e creativa, conferenze, avvicinarsi ai mantra e alla meditazione, assistere a spettacoli di danza e musica. Ha trovato anche accoglienza, ascolto, la speciale sensazione di inclusione in qualcosa di vibrante che si prova, per esempio, durante una tamburata collettiva.

L’innata musicalità dei bambini e dei ragazzi ha presto contagiato tutti i presenti che hanno voluto provare l’esperienza di battere sui tamburi. Non sarà un caso, infatti, se un tempo si usava regalare ai piccoli tamburi e tamburelli. Molto stimolante è stata l’attività con bambini e ragazzi nella mattinata del sabato, nell’ambito della collaborazione avviata con il locale Istituto comprensivo.

Anche questa seconda edizione del Festival – la prima si è svolta ad Adria a inizio anno – è stata pensata e realizzata dall’associazione Polaris di Porto Tolle e dall’ente di formazione professionale Myamo (per Counselor e Operatore Olistico), in collaborazione con Aics e Siaf Italia, con il patrocinio del Comune e della Pro loco.

Ulteriori informazioni sui singoli eventi e sull’organizzazione sono disponibili sul sito www.festivalolistico.it.

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