È un Capa “altro”, quello che propone la mostra curata da Marco Minuz, con più di 100 immagini a Villa Bassi Rathgeb, ad Abano Terme, per fare uscire Capa dallo stereotipo di “miglior fotografo di guerra del mondo”.

Un titolo attribuito nel 1938 dalla prestigiosa rivista inglese Picture Post. Ma lo stesso Robert Capa alla fine della Seconda Guerra Mondiale disse: “Spero di rimanere disoccupato come fotografo di guerra fino alla fine della mia vita”.

Vita e opere di Robert Capa

Il 22 ottobre 1913 nasceva a Budapest da una famiglia ebrea Endre Erno Fridmann, meglio conosciuto come Robert Capa, fondatore nel 1947 con David Seymour ”Chim”, Henry Cartier-Bresson, Georges Rodger e William Vandivert dell’Agenzia Magnum, progetto al quale si dedicherà per tutta la vita.

Capa ha documentato cinque diversi conflitti: la guerra civile spagnola (1936-1939), la seconda guerra sino-giapponese, che seguì nel 1938, la seconda guerra mondiale (1941-1945), la guerra arabo israeliana (1948) e la prima guerra d’Indocina nel 1954, morendo un anno dopo in Vietnam, dopo aver calpestato una mina antiuomo.

Non solo un fotografo di guerra

La mostra esplora il rapporto del fotografo con il mondo della cultura dell’epoca con i ritratti di celebri personaggi come Picasso, Hemingway e Matisse.

Così come la sezione dedicata al grande cinema, dove Capa  si confronta con mostri sacri del calibro di  Humphrey Bogart, John Houston, immortala la bellezza di Gina Lollobrigida, l’intensità di  Anna Magnani, Silvana Mangano. E si cimenta per la prima volta come fotografo di scena sul set di “Notorius”, introdotto da Ingrid Bergman, suo grande amore, oltre  a fotografare il neorealismo del film “Riso Amaro” con ritratti di Silvana Mangano e Doris Dowling.

E ancora la sezione dedicata alla collaborazione tra Capa e lo scrittore americano Steinbeck, che darà avvio al progetto “Diario russo”, viaggio alla scoperta di quel nemico che era stato l’alleato più forte nella Seconda guerra mondiale, l’Unione Sovietica. Per John Steinbeck poteva fotografare il movimento l’allegria, lo strazio. Era in grado di fotografare il pensiero.

Poi la quotidianità di un paese antichissimo e allora nuovissimo quale Israele, e l’esperienza del Tour de France dove il vero protagonista diventa il pubblico, più che i ciclisti.

“La verità è la migliore immagine”

Robert Capa diceva che “non è sufficiente avere talento, devi essere anche ungherese. Non devi posare la tua macchina fotografica, le foto sono lì e devi semplicemente prenderle”, oppure “La verità è la migliore immagine, la migliore propaganda; Se le vostre foto non sono sufficientemente buone, vuol dire che non siete andati abbastanza vicino”.

La mostra comprende oltre alle fotografie esposte con un ancoraggio sospeso, che permette di non essere invasivi sui muri storici di Villa Bassi, la proiezione di due filmati, uno girato dallo stesso Capa in Israele, ed un altro con filmati d’epoca sullo sbarco in Normandia, proiettato nella chiesetta in uno spazio libero dagli affreschi, in un bellissimo contesto scenico.

La mostra è visitabile nel Museo Villa Bassi, in Via Appia Monterosso, 52 ad Abano Terme fino al 15 giugno 2022 tutti i pomeriggi escluso il martedì dalle ore 14.30 fino alle 19.00, il sabato e la domenica anche al mattino dalle ore 10.00 alle 13.00.

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