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Frammenti di ricordi su Tullio Serafin

Nell’anniversario della nascita (1 settembre 1878) il ritratto del Maestro nel ricordo di Rosa Ponselle, Maria Callas, Carlo Bergonzi e altri grandi interpreti che diresse.

È quasi un rito ricordare Tullio Serafin il primo settembre, anniversario della nascita nella piccola frazione cavarzerana di Rottanova, un rito come lo è la visita al cimitero del paese, per un saluto e per lasciargli un fiore. Non riesco a quantificare quanti anni siano trascorsi da quando questa mia abitudine è iniziata – dieci, quindici, diciotto? Non saprei… – certo è che ogni volta, tornata a casa respirando quest’aria di campagna veneziana che tanto cara fu anche a lui, non posso che ritagliarmi un po’ di pace per scrivere qualche riga. Ed eccoci, quindi, a rinnovare il rito.

Nulla è definitivo quando si parla di Tullio Serafin, ogni giorno è potenzialmente foriero di nuove rivelazioni, ulteriori tasselli di un mosaico, assai vario e mai scontato, rappresentato dalla sua lunga e appassionata esistenza. Così è stato fin qui e voglio sperare che il futuro mi riservi tante altre “scoperte” perché ogni volta è una gioia autentica. Le rivelazioni di cui si è nutrita fin qui la mia ricerca hanno origini diverse e le più interessanti sono, senza dubbio, le testimonianze dirette, ossia i preziosi ricordi che mi sono stati consegnati da chi il Maestro lo ha conosciuto e apprezzato, come professionista dell’arte direttoriale e uomo di grande spessore. L’impegno, fin dall’inizio di questa mia “crociata serafiniana” – citando il M. Nello Santi – è stato di non trattenere per me ciò che andavo raccogliendo, oggi tale intento è più vivo che mai. Da qualche mese le ultime “scoperte” sono confluite nella nuova edizione della mia monografia[1] dedicata al Maestro, da lì ho tratto dei frammenti di ricordo, parole preziose di illustri testimoni diretti.

“Quando stava sul podio e prendeva la bacchetta, si percepiva nell’aria quell’intangibile quid pronto a far decollare la performance e farla splendere con il genio che lo caratterizzava. Ma era anche così gentile e addirittura paterno.” Rosa Ponselle – Boston, 1954

“Mi colpì una cosa che mi disse: «Quando si cerca di trovare un gesto, un modo di recitare sul palcoscenico, non basta far altro che ascoltare la musica. Il compositore ha già previsto tutto. Cerca di ascoltare con l’anima e con gli orecchi, perché anche la testa deve lavorare, ma non troppo. La musica ti dirà quali gesti fare». E aveva proprio ragione.” Maria Callas – Londra, 1968

“Vero direttore concertatore competente di voci; è stato per me una guida affettuosa che mi ha aiutato a non far passi falsi nella difficile carriera lirica. Cantare con lui era un vero piacere, ci si sentiva sorretti dal suo grande talento e dal vero amore che aveva per l’Arte e per il teatro.” Maria Caniglia – Roma, 1979

“Questo era Serafin: uno spettacolo. Con Serafin io ho conosciuto il signore dei direttori d’orchestra.” Carlo Bergonzi – Busseto, 3 febbraio 2009

“La sua tecnica direttoriale era chiara e sicura, il suo braccio energico e preciso, aveva un repertorio enorme e vario, sul podio era una vera quercia. Tutti in teatro avevano un gran rispetto del maestro per la sua bravura e umanità.” Renzo Casellato – Adria, 8  ottobre 2015

“Era un musicista e un direttore eccezionale, è impossibile per me dimenticarlo.” Rolando Panerai – Cavarzere, 8 aprile 2017

“Serafin amava profondamente la musica e il canto, questo amore veniva trasmesso a chi si trovava a lavorare con lui, per noi cantanti la sua presenza era una sicurezza, nelle rappresentazioni che dirigeva tutti gli interpreti si sentivano sostenuti.” Bonaldo Giaiotti – Cavarzere, 20 aprile 2018

“Sapeva mettere a proprio agio il cantante, ponendolo nella condizione di poter dare il meglio di sé, sentendosi sorretto dalla sua presenza. Godeva di massima stima anche da parte dell’orchestra, dei tecnici della Scala e di tutto l’ambiente, Serafin era una garanzia per la buona riuscita di un progetto.” Luisa Mandelli – Milano, 13 agosto 2018

Nicla Sguotti – Rottanova, 1 settembre 2019

In copertina: Tullio Serafin al Teatro Alla Scala [Ass. Circolo Tullio Serafin]

[1] Nicla Sguotti, Tullio Serafin, il custode del bel canto, Padova, Armelin Musica, 2018.

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