Ripartono in novembre i laboratori del progetto “La differenza non è una sottrazione”, che intende formare giovani italiani e stranieri, perché organizzino eventi artistici e culturali nel territorio. 

La cultura, per essere viva, ha bisogno di attivismo giovanile nei territori. Da questa urgenza prende le mosse il progetto “La differenza non è una sottrazione”, che a novembre propone un ciclo di laboratori per coinvolgere giovani, affinché diventino promotori e protagonisti di iniziative artistiche e culturali.

Un tema, quello della partecipazione dei giovani alla vita culturale dei Comuni, che si intreccia con un’altra tematica di fortissima attualità: il confronto tra cittadini italiani e stranieri. Se la differenza non è una sottrazione, ma un arricchimento, il progetto ha coinvolto da subito giovani di varie nazionalità, che vivono nei territori di San Bellino, Badia Polesine e Rovigo.

Particolarmente partecipato e colorato il laboratorio di musica, che si è tenuto qualche settimana fa in ottobre e che torna con altri contenuti: stasera, alle 18 al centro giovanile Marvelli di Rovigo, si parlerà di “Contaminazioni e improvvisazioni” con Luca Vallese (dejambé), Silvia Mischiari (canto etnico), Stefano Grazia (tabla indiane), Chiara Parolo (clarinetto), Nicola Rigobello (pianista e compositore).

Questo sabato il secondo appuntamento, alle 16 a Villa Valente Crocco a Salvaterra di Badia Polesine: un laboratorio di scrittura creativa, dal titolo “Storie e intrecci”, a cura di Walter Lazzarin, giovane e talentuoso “scrittore per strada“.

Infine, martedì 22 novembre, alle 20.30 alla biblioteca di San Bellino, il laboratorio “Teatro. Luogo di sperimentazione e ricerca”, con Elisabetta Borille (attrice dell’associazione Zagreo), Andrea Zanforlin (attore del Teatro del Lemming), Elena Guzzon (danzaterapeuta di A.R.T.E.). 

L'incontro di ottobre a San Bellino.
L’incontro di ottobre a San Bellino.

Scopo dei laboratori è sperimentare che la differenza non solo non è una sottrazione, ma è bellezza, è ricchezza, è vita, ed avviare alla progettazione dell’evento finale i giovani stessi rendendo così democratica la sperimentazione e fruizione artistica.

Il progetto nasce grazie al supporto della Fondazione Cariparo, nell’ambito del bando Culturalmente 2015, e dal lavoro di Ramatnal, Avis e Polisportiva San Bellino, Centro Documentazione Polesano, associazione culturale L’Asino D’oro di Rovigo.

 

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