Ero all’aeroporto e aspettavo Eugenia di ritorno da Lisbona, ho acceso la radio, c’era in diretta il concerto di Renzo Arbore a Milano. I minuti sono volati: canzoni napoletane riarrangiate con gusto e grande creatività, siparietti divertenti con l’ironia garbata cui lui ci ha abituato, citazioni e annotazioni su compositori e musicisti che completano il piacere dello spettacolo.

Renzo ormai ha ottant’anni e se penso a quello che ci ha dato alla radio e alla Tv non posso che essergli grato. Ma non posso fare a meno di pensare a quanto avrebbe potuto darci in tutti questi anni se radio e televisione gli avessero dato più spazio. Ma si sa, bisogna far lavorare Fazio, Frizzi, Conti e addirittura Marzullo.

Quando mancherà, speriamo il più tardi possibile, assisteremo alla parata del ricordo ipocrita, come per Dario Fo.

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