Con l’esibizione dei primi quattro semifinalisti si è aperta nella serata di venerdì 21 luglio a Rosolina Mare la fase finale del Premio Amnesty International Emergenti, ospitato come sempre all’interno del festival musicale Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty.

I concorrenti si sono esibiti con tre brani a testa, uno dei quali in gara, legato al tema dei diritti umani, com’è tradizione della manifestazione legata ad Amnesty International e giunta quest’anno all’importante traguardo della ventesima edizione.

La prima a salire sul palco di piazzale Europa è stata la Massimo Francescon Band da Treviso con il suo folk-rock cantautorale. Il brano in gara, “Sognando la rivoluzione”, parla delle violenze nella scuola Diaz di Genova durante il G8 del luglio 2001. La band ha fra l’altro ricevuto il Premio Web Social 2017, grazie ai voti raccolti sul sito e sui profili Facebook e Youtube di Voci per la libertà.

massimo francescon band

A seguire è toccato all’alternative rock di Elisa Erin Bonomo, cantautrice veneziana, con “Scampo”, una canzone sul tema della violenza sulle donne.

elisa erin bonomo

Il terzo semifinalista è certamente il più popolare. Si tratta di Nevruz, noto per la partecipazione del 2010 a XFactor. “L’immigrato” è il brano che ha presentato in gara.

nevruz1

A chiudere la parte della serata dedicata al concorso è stato, proveniente da Rieti, Carlo Valente, giovane cantautore che ha presentato “Crociera Maraviglia”, anche questa sul tema dei migranti.

carlo valente

La serata si è conclusa con l’esibizione, in veste di ospite fuori concorso, di Diodato (nella foto di copertina), uno dei giovani artisti italiani più interessanti. Ricca la sua pur breve carriera, dalla partecipazione al Festival di Sanremo nel 2014 (categoria “Nuove proposte”) con il brano “Babilonia” alle dodici puntate consecutive a “Che tempo che fa” che hanno ispirato il disco “A ritrovar Bellezza” del 2014, personale tributo dell’artista ai grandi della musica italiana. Un’ora di musica in cui il musicista pugliese ha avuto modo di conquistare il pubblico con il suo raffinato rock e la sua strepitosa vocalità.

Hanno presentato la serata Savino Zaba, noto conduttore di Radio2 e Rai1, e Carmen Formenton di Voci per la libertà. La giuria delle semifinali è composta da Michele Lionello, Direttore artistico Voci per la Libertà, Riccardo Pozzato, musicista, Giovanni Stefani, Amnesty International, Enrico Deregibus, giornalista, Alessandro Formenti, musicista, promoter e responsabile eventi Doc Live, Letizia Bognanni di Rockit, Gianluca Mura di Radio41, Claudio Agostoni di Radio Popolare, Marta Cagnola di Radio24.

Nel pomeriggio, al bar ristorante Oasi, si è svolta la presentazione del Rapporto 2016 – 2017 sui diritti umani nel mondo di Amnesty International, mentre in serata è stato dato spazio alla campagna “Coraggio” di Amnesty, dedicata a tutte le persone che nel mondo difendono i diritti umani e stanno subendo un livello senza precedenti di persecuzioni, intimidazioni e violenze. Per parlarne sono saliti sul palco Giovanni Stefani e Marta Dolcetto.

presentazione rapporto amnesty

 

campagna amnesty coraggio

Oggi, sabato, gli altri quattro gruppi in gara: Tukurù con “Musango” – Bari – Musica afromediterranea, Regione Trucco con “Mama don’t cry” – Torino – Indie, Erica Boschiero con “La memoria dell’acqua” – Treviso – Cantautrice e Amarcord con “I nostri discorsi” – Firenze – Elettro Pop-Rock. A chiudere la serata il superospite Lele: Una storia musicale che inizia studiando il pianoforte all’età di 12 anni al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli e che arriva fino a Sanremo 2017. I primi impegni che lo vedono protagonista anche in tv sono nel 2015, quando Lele partecipa alla terza edizione di “The Voice of Italy” e nell’anno seguente alla quindicesima edizione di “Amici” di Maria De Filippi, entrando al serale nella squadra bianca di Emma ed Elisa. Il 27 maggio 2016 pubblica il suo primo album “Costruire”, che ha dato inizio al suo percorso di musicista, sostenuto anche dall’affetto dei suoi fan (più di 150.000 su Facebook e quasi 500.000 su Instagram). La svolta recente della sua promettente carriera artistica è la partecipazione al festival di Sanremo 2017, che vince nella categoria “Nuove Proposte” con il brano “Ora mai”. É attualmente in radio con il singolo “Così com’è”.

Alle 18.30 presso il Chiosco dei Bagni Bellarosa Serenella la presentazione del libro di Savino Zaba “Parole parole… alla radio”, uno squarcio del mondo radiofonico, coniugando in modo singolare l’excursus storico del linguaggio nel nostro Paese alle più preziose testimonianze a riguardo. Con Savino Zaba (Rai1, Radio2) ed  Enrico Deregibus (giornalista).

La manifestazione, che si concluderà domenica, ospita anche, al Centro congressi di piazzale Europa, tre  installazioni, legate ognuna a suo modo al tema dei diritti umani: “Inalienabile” del collettivo PianoB, “Sos – save our souls” di Achilleas Souras e “Il peso delle parole” di Andrea Dodicianni.

Domenica gran finale con i migliori cinque emergenti ed il Premio Amnesty International Italia a Nada.

Alle 18.30 presso il Centro Congressi in Piazzale Europa: incontro pubblico Premio Amnesty International Italia con Nada e Riccardo Noury.

Il Premio Amnesty International Italia nasce dalla volontà dell’Associazione Voci per la Libertà e di Amnesty International Italia con lo scopo di coinvolgere artisti affermati a livello nazionale che abbiano pubblicato una canzone per sensibilizzare il pubblico alla difesa dei diritti umani.

Nada, con la sua “Ballata triste”, una canzone che ci parla del terribile problema del femminicidio, è la vincitrice del Premio Amnesty International Italia2017 come miglior brano sui diritti umani dell’anno precedente. Le parole di Nada: “Non sono molto abituata a ricevere premi e le volte che mi è capitato ho sempre cercato di non esserci, ma il premio di Amnesty International mi fa davvero felice, soprattutto per questa mia canzone così tremendamente attuale. Da donna cerco di intuire, ma non trovo niente da capire in quello che succede troppo spesso alle donne, che purtroppo, e quasi sempre tra le mura domestiche, vengono distrutte da chi dice di amarle. “Ballata Triste” racconta di una giornata apparentemente normale che finisce in tragedia. L’ho scritta un giorno di getto dopo avere sentito per l’ennesima volta l’orrenda storia di un femminicidio. All’inizio non sapevo se registrarla, mi faceva male, ma poi ho pensato che anche in una canzone si possono raccontare sentimenti di ribellione verso situazioni così drammati-che, con la speranza che una voce fra le tante possa suscitare un po’ più di attenzione. Sono convinta che ci dobbiamo educare fin da bambini a superare nella vita le difficoltà del vivere insieme, e imparare che se finisce un amore si deve riuscire ad avere riguardo per l’altro e per il dolore”.

Ore 21.00 Arena Piazzale Europa

Live: Finali concorso con i migliori 5 artisti

Premio Amnesty International Italia: NADA

Nada ritira il PREMIO AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA per “BALLATA TRISTE”, migliore brano sui diritti umani del 2016, sul femminicidio.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero.

 

Per informazioni e aggiornamenti: www.vociperlaliberta.it

 

 

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