Siamo immersi dalla testa ai piedi nella peggiore società che si possa immaginare. Vista col senno di poi la rivoluzione industriale non si è rivelata la panacea di tutti i mali e neppure il traghetto verso qual mondo più giusto immaginato da molti di noi. Siamo apparentemente più ricchi, perché ci possiamo permettere l’obesità e livelli di colesterolo che erano preclusi ai nostri avi, perché non siamo obbligati a camminare, viviamo dentro case calde l’inverno e fresche d’estate, siamo in grado di farcire i nostri guardaroba con indumenti spesso inutili e generalmente ridicoli. Ostentiamo SUV avidi di carburante che utilizziamo per superare le vertiginose pendenze delle rampe di accesso al parcheggio del supermercato. Siamo atterriti dallo spread, accettiamo che i guru della finanza stabiliscano la nostra politica economica (cosa votiamo a fare?), decidiamo cosa indossare sulla base di ciò che scelgono i fashion designers o i testimonial delle serie TV più popolari. Abbiamo smarrito definitivamente la capacità critica, ci limitiamo a dare il nostro “endorsement” alle opinioni preconfezionate che ci vengono proposte dal leader politico o dal maitre a penser del momento, del resto è comodo: basta scongelarle nel microonde e sono già pronte per il copia-incolla sugli asocial media. Siamo pronti a stracciarci le vesti (costose) per l’uso della parola gay, omosessuale, handicappato o semplicemente sordo o zoppo, ma non battiamo ciglio se le api stanno scomparendo e gli elefanti sono in pratica in via di estinzione. Il pianeta si riscalda come una pentola sul fuoco, ma teniamo il motore e il clima acceso davanti alla scuola in attesa che ne escano i nostri figli, poveri idioti incapaci di tornare a casa autonomamente come piccioni ubriachi, accuratamente rincoglioniti da prove Invalsi, genitore 1 e 2, educazione all’immagine e stronzate di questo genere. I peggiori incubi di Orwell sono realtà, i governi delle multinazionali ci controllano e ci obbligano ad ottemperare ad una burocrazia miope, strumentale a definire i margini esigui di libertà che si riducono progressivamente. In compenso Junker ci consente di decidere se vogliamo l’ora legale 12 mesi l’anno, così i greci andranno a letto un’ora prima e sentiranno meno i morsi della fame.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *