I cretini costituiscono una percentuale non trascurabile della popolazione mondiale, l’Italia non fa eccezione. Il censimento è problematico, poiché siamo tutti convinti che “cretini siano gli altri”, mentre noi fortunatamente apparteniamo al gruppo degli intelligenti. I fatti dimostrano incontrovertibilmente il contrario: i cretini sono all’opera e lavorano alacremente, una legione di stakanovisti misteriosi in cui tuttavia apparentemente nessuno si riconosce. Abbiamo assistito alle crociate di più diversa natura, l’eliminazione dei trotzkisti, il genocidio degli Armeni o degli Ebrei, il razzismo contro i negri, la xenofobia contro gli orientali e le guerre di religione, ma la discriminazione dei cretini non trova riscontro. Anche perché buona parte dei cretini era impegnata proprio nelle dispute appena citate, attività che utilizzavano muscoli e lingua lasciando riposare tranquillamente quel po’ di materia grigia disponibile.

Obbedendo, a loro modo s’intende, ai precetti darwiniani anche i cretini si sono evoluti e nella fenomenologia del quotidiano ci imbattiamo spesso nel cretino 2.0, la brillante evoluzione del cretino basic: l’individuo che si adatta all’ambiente per assicurare (ahimè) la continuità della specie.

Il neocretino è convinto di saperla lunga, sceglie un riferimento, un modello cui ispirarsi per poter ribattere a qualsiasi critica senza pensare di suo, gli basta citare la fonte che a suo giudizio è insindacabile. La sua scatola cranica è assolutamente impermeabile al dubbio, il suo cervello sviluppa un pensiero tutto all’indicativo, dove non c’è spazio per condizionale e persino il congiuntivo è guardato con sospetto.

Basta pensare, per esempio, alla qualità dell’acqua potabile della pianura padana: il partito trasversale dei cretini 2.0 è convinto che l’acqua che ha ricevuto gli scarichi di Torino, di Milano (che non ha un depuratore) dell’industria chimica lombarda, degli allevamenti, delle concerie vicentine e dell’agricoltura industriale del nord Italia, sia potabile. “Fanno le analisi”, se i tecnici dell’acquedotto dicono che si può bere, ebbene si può bere. Chi sei tu per metterlo in dubbio?

La querelle della vaccinazione obbligatoria propone il medesimo schema: la “scienza ufficiale” dice che dobbiamo inoculare una dozzina di vaccini a ciascun bambino. Nessuno mette in discussione che i vaccini siano indispensabili. Come nessuno mette in discussione che sia necessaria una rete di distribuzione idrica e che vengano effettuate analisi circa la qualità dell’acqua erogata. Ma se l’acqua è contaminata da inquinanti (e questo non lo possono negare nemmeno i cretini) il sistema va messo in discussione. Il sistema, non il principio che l’acqua va potabilizzata e distribuita. L’alternativa non è abbeverarsi al fossato, ma questo non significa che dobbiamo accettare l’acqua che ci avvelena solo perché è ufficialmente potabile.

La vaccinazione di massa e su larga scala è il male minore, rispetto al diffondersi di epidemie, ma da un lato è ragionevole chiedersi se sia il caso di valutare una metodologia che scongiuri i rischi di reazioni gravi a soggetti sensibili e dall’altra è lecito pretendere che si accertino qualità e prezzi dei farmaci e che non sia un ministro incompetente a valutare il tema, specie se il ministero è in odore di connivenza con le aziende produttrici dei vaccini che traggono da questo business enormi guadagni. Qualcuno dimentica che proprio il ministero della sanità approvò per anni, in colpevole malafede e dietro pagamento di enormi tangenti, l’impiego del sangue infetto per le trasfusioni che ha causato la tragedia che conosciamo, che non è stata ancora risolta, nemmeno sotto il profilo del risarcimento di chi è stato contagiato da HIV.

Personalmente non mi fido ciecamente dell’amministrazione del mio paese e non condivido la posizione, purtroppo diffusa, di chi pensa che porre qualche distinguo sull’atteggiamento manicheo di chi vuole imporre tutto e subito provochi il disastro. Del resto le normative della maggior parte dei paesi dell’Unione prevedono un numero relativamente basso di vaccinazioni obbligatorie, decisamente inferiore a quello che questo governo ha imposto unilateralmente. I cretini 2.0 fanno di ogni questione una crociata, non riflettono con la loro testa, sposano tesi altrui con certezza talmudica, vedono il nemico giurato in chiunque abbia qualche dubbio.

Negli anni ’30 Merewether, un ispettore medico britannico, evidenziò la relazione tra le polveri di amianto e le affezioni polmonari, la scienza ufficiale lo derise e i cretini (allora erano cretini 1.0) dissero che se lo diceva la scienza, l’amianto era sicuro.

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