Destra e sinistra non esistono più. Si dice spesso. Ma è vero solo se della lotta di classe diamo una lettura superficiale e agiografica, se ci limitiamo a osservare che la FIOM non scende più in piazza con le tute blu e che quel che resta della dinastia Agnelli è ridotto ad una improbabile trimurti: John Elkann che è una specie di Richelieu de noantri, Lapo che è l’ispiratore di individui come Vacchi e Andrea Agnelli, il sosia di Elio (di Elio e Le Storie Tese) che gestisce la Juve su delega della ‘ndrangheta.

Eppure mai come ora la sinistra, quella vera, avrebbe motivo di esistere, il proletariato, la classe lavoratrice non portano la tuta blu, indossano giacca e cravatta, sintetiche e di produzione rigorosamente cinese, perché non lavorano più a Mirafiori, lavorano nei call center, lavorano con i contratti atipici per sedicenti “finanziarie”, per aziende di servizi, per i colossi della telefonia mobile, I metalmeccanici avevano contratti che li garantivano e li tutelavano, non erano ricchi ma potevano contare su una relativa tranquillità, sull’assistenza sanitaria, sulla pensione. I loro figli potevano studiare, con qualche sacrificio, ma potevano tranquillamente accedere all’università, i costi non erano proibitivi. Tutto questo, il frutto di decenni di lotte e di conquiste che traevano la loro origine dalla resistenza, dall’opposizione al fascismo, oggi è sparito, cancellato, annichilito. Un partito di guitti da avanspettacolo, massoni, arrampicatori (e arrampicatrici, si Presidente Boldrini, l’accontento) sociali, transfughi del partito Laqualunque e altre curiosità socio-patologiche si è arrogato con la complicità di elettori che fatico a definire il ruolo di partito democratico, di sinistra moderna, forse “sinistra light” sarebbe più adatto, e sostanzialmente attua una politica di restaurazione da Congresso di Vienna, sotto la guida di un leader inconsistente e bugiardo (l’ordine degli attributi è casuale, potete cambiarlo) accusando chi ragionevolmente manifesta qualche perplessità di essere gufo, disfattista o veterocomunista.

Mentre nel paese si consuma questa ignobile farsa il debito pubblico continua a salire, l’immigrazione è palesemente fuori controllo mentre l’Unione Europea non ci aiuta ad affrontare il problema e Padoan riflette se aumentare l’Iva o meno.

Facciamo, anche solo come divertissement, una riflessione: chi ha scritto le leggi della deregulation in tema di lavoro? A chi giovano le condizioni attuali del paese? Chi si è arricchito e chi invece si è impoverito? Meditate gente, meditate.

 

 

 

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