100 anni sono passati dall’intervento, convinto ed appassionato, pronunciato il 5 giugno 1916 da Giacomo Matteotti nella Sala Consigliare della Provincia di Rovigo, per esprimere la sua ferma opposizione all’entrata in guerra dell’Italia, che gli costò un processo ed il confino.

Nella stessa Sala Consiliare, un secolo dopo, alla presenza delle Autorità, di Giancarlo Moschin, Presidente della Associazione Culturale Giacomo Matteotti di Rovigo, di Luigi Contegiacomo Direttore dell’Archivio di Stato, è andata in scena una drammatizzazione sul tema della guerra, in un viaggio all’indietro nel 1916, basato sulle lettere scritte da Matteotti alla moglie Velia, figlia del noto cantante lirico Titta Ruffo.

Le ricerche storiche effettuate da Enzo Bellettato, Luigi Contegiacomo, Sara Fumaneri, Nicola Gasparetto, Adriano Romagnolo hanno riguardato anche gli articoli tratti dal giornale “La Lotta” e le lettere di Velia al marito, sposato nel 1916, dopo quattro anni di fidanzamento. Il 5 giugno 1916 il consigliere Giacomo Matteotti, per la sua ferma posizione contro la guerra, si guadagnò una denuncia e poi anche il confino, esprimendo il suo voto definito “austriacante”, invece in sostegno della pace. Che uomo era Matteotti? Pur appartenendo alla classe borghese dedicò la sua vita ed il suo impegno per migliorare la classe dei lavoratori; fu eletto nel 1919 alla Camera dei Deputati, poi nel 1921 e fino al 1924, anno della sua morte.

Giacomo scrive alla moglie nel marzo e nel giugno ’16, dicendo che “si lava con sapone Roberts”, la moglie gli risponde che “alla sera suonano la chitarra qui vicino e che le dispiace di non aver portato la sua”. Il 5 giugno Matteotti viene condannato ad un mese, ma con la legge del perdono la sentenza viene annullata; lui chiede di difendersi da solo, basandosi sull’Articolo 3 della legge di Pubblica Sicurezza, in quanto le parole da lui pronunciate non costituiscono pericolo, poichè ciò avvenne non da parte sua ma per opera di altri. In seguito Matteotti si fece difendere dall’ avv. Guarnieri Ventimiglia, per il suo diritto a fare e dire quanto ha detto, per cui nel luglio 1917 Matteotti sarà definitivamente prosciolto.

Questo è stato raccontato da Luigi Marangoni, attore della bottega Teatrale di Vittorio Gassman, nella sua elaborazione drammaturgica in cui ha impersonato l’onorevole Matteotti, con Sarah Lanzoni nella parte di Velia, Nicola Gasparetto come narratore e con l’accompagnamento al flauto traverso di Veronica Rodella, che ha suonato musiche di Debussy e J. Ibert. Matteotti insisteva sull’importanza dell’istruzione, in quanto l’educazione viene prima di tutto perchè le cose avvengono non per opera divina ma degli uomini e ora, dopo un secolo dalle sue veritiere parole, dai 424 conflitti nel mondo del giugno 2015, si arriva un anno dopo ad un totale di 67 Stati coinvolti nelle guerre e di 715 Milizie-guerriglieri e gruppi terroristici-separatisti-anarchici coinvolti e con 42 Regioni e province autonome che lottano per l’ indipendenza.

La vita ed il sacrificio di Giacomo Matteotti, barbaramente ucciso 92 anni fa, continuano ad essere una lezione di storia e di civiltà.

 

DSC_0218

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *