Storia, territorio e canto: questi gli elementi che, sabato 17 dicembre scorso al Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, hanno caratterizzato l’ultimo evento della 32^ settimana dei Beni culturali ed ambientali, che ha avuto come tema “Il ‘500 in Polesine”.

“Identità e patrimonio storico e artistico di un territorio tra Venezia e Ferrara, tra Riforma e Controriforma”, il sottotitolo dell’evento, per ripercorrere una parte importante e significativa della storia della città, una piccola guida culturale, anche se non esaustiva del capoluogo polesano. E’ stata l’occasione per la presentazione del Libro “Il Cinquecento a Rovigo: personaggi nelle vie”, pubblicato a cura dell’Associazione Renzo Barbujani, quale risultato di una ricerca condotta dalla vicepresidente Sandra Toso, con il supporto metodologico e storiografico di Adriano Mazzetti e di Raffaele Peretto e con la collaborazione della Biblioteca del Seminario e del Cpssae.

Paolo Bordin, presidente della Barbujani, ha spiegato come non si volesse redigere un saggio, ma piuttosto editare un volume scorrevole per riferimenti bibliografici, rimandi a opere, il tutto corredato con foto e immagini, di personalità del Cinquecento, i cui nomi sono legati a vie, palazzi o ad altre evidenze monumentali in Rovigo.

Sono state cosi redatte diciotto schede, di cui 16 locate a Rovigo, riferite ad altrettanti personaggi del Cinquecento, che sono: Benvenuto Tisi detto il Garofalo, Lorenzo e Cristoforo Canozi di Lendinara, Bartolomeo Roverella, Andrea Nicolio, Antonio Riccoboni, Bernardino di Feltre (Beato), Burlini Antonio, Gaspare Campo, Giandomenico Roncale, Giovanni Bonifacio, Giovanni Tommaso Minadois, Girolamo Frachetta, Girolamo Frescobaldi, Issicratea Monti, Luigi Groto, Ludovico Ariosto, Ludovico Ricchieri Xanto Francesco Avelli.

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Adriano Mazzetti, nella sua relazione illustrativa, ha passato in rassegna tutti queste personalità, citando aneddoti e rivelando curiosità inedite, ricostruendo i loro rapporti con Rovigo e la sua comunità nel contesto delle vicende cittadine del ‘500, contribuendo così a fare un efficace affresco di quell’epoca che non fu priva di fermenti anche a livello locale.

Il concerto vocale dell’Accademia dei Dissennati, un ensemble vocale composto dai giovani cantanti guidati dal maestro Marco Scavazza, ha eseguito cinque madrigali di Claudio Monteverdi, che ha vissuto e lavorato a Venezia, prefigurando le forme musicali tipiche del dopo ‘500, accompagnando in modo armonioso la spiegazione dei testi.

Ecco quindi come un pubblico attento e interessato abbia potuto compiere una bella passeggiata per le vie nella Rovigo del sedicesimo secolo e nel contesto culturale di quell’epoca, di cui sappiamo poco, pur passando spesso vicino a busti, monumenti lapidi murali e luoghi pulsanti di storia, di vita vissuta a volte poco conosciuta.

Un grazie particolare a Sandra Toso che ha preso in mano il progetto iniziato dal figlio Paolo Osti, musicista raffinato, prematuramente scomparso, ed ha creato con delicatezza ed attenzione questo book culturale, minimalista ma colto, adatto a chiunque voglia conoscere la storia dei più importanti personaggi della nostra città.

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