C’è un copione scritto male che purtroppo si replica ormai da qualche mese. Gli attori recitano a braccio, come comparse da vaudeville e del resto, come si dice, la botte da il vino che ha. E’ uno spettacolo triste e grottesco che vede coinvolti politici di mezza tacca ed elettori che non brillano certo per acume: si “lotta” per l’autonomia o addirittura l’indipendenza del Veneto, si butta qualche milione di euro nel cesso per un referendum sul nulla, coerente con il deserto intellettuale di chi lo propone.

Questi demiurghi “de noantri” fanno leva su due elementi: uno culturalmente inaccettabile costituito dall’odio mai sopito per “teroni”, negri e ariani incapaci di parlare il dialetto veneto e l’altro, che qualche motivazione potrebbe avercela, relativo alla sproporzione effettiva tra le risorse che il fisco preleva nel Nordest e quanto viene restituito in servizi ai cittadini.

Onestamente è difficile giustificare con la retorica della solidarietà una disparità così marcata, specie se poi una quota significativa dei tributi viene sprecata, utilizzata per i “vitalizi” o per il Mose. Anche l’evasione tradizionalmente diffusa ed impunita in alcune aree del paese non aiuta certo a costruire una nazione unitaria. Ma cavalcare questi sentimenti promettendo autonomia e futuro radioso è disonesto e prestare il proprio consenso a questo delirio è idiota.

E’ desolante constatare come questi leader da bar sport utilizzino nella loro comunicazione un’iconografia che si richiama alla Serenissima, di cui evidentemente sanno poco o nulla, ripropongono una sorta di arcadia da abbecedario e sorridono stucchevoli vicino al vessillo di San Marco che garrisce alla brezza di Marghera, salubre e profumata. Sono talmente stupidi e disonesti (lascio ai lettori di stabilire le percentuali del composto) da commentare ciò che sta accadendo in Catalogna, senza smentire la miopia che li contraddistingue.

Gli elettori, che farebbero meglio a riflettere, si facciano spiegare da questi tribuni della plebe di terz’ordine quale progetto (ce ne sono solo due possibili in concreto) intendono proporre: una secessione con guerra civile, perché la Repubblica Italiana piaccia o meno non mollerà, oppure una farsa idiota quanto loro che li vedrà insediarsi ai posti di comando in cambio di qualche cartello bilingue e di qualche pagliacciata. Le cose non cambieranno assolutamente, o meglio cambieranno solo per loro e per la loro denuncia dei redditi.

Potremmo chiamarli “Liga Veneta 2.0”. Ai diversamente intelligenti che accarezzano l’idea di votarli suggerisco che questi individui, sotto l’amministrazione della Serenissima, sarebbero finiti ai Piombi.

 

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