Di piazzetta Annonaria si parla tanto e poco. E’ uno spazio della città che c’è, ma si nota poco. E che sta come sospesa su un filo: metà dei negozi hanno chiuso le serrande, l’altra metà è iperattiva. E’ uno dei luoghi più tradizionali della città e allo stesso tempo pieno di novità.

Maggio è una buona occasione per scoprire questa antica piazzetta, incastonata in quello che era il vecchio ghetto ebraico, che si affaccia e interfaccia con la bella piazza Roma. Tra Rovigoracconta, il palio medievale ed altri eventi, i commercianti stanno cercando in ogni modo di attirare l’attenzione.

Dentro è un micromondo. Il panettiere vende pane, cosa nemmeno tanto scontata, che sa addirittura di pane. Ma è anche una sorta di mini market, dove trovi un po’ di tutto, dai marchi comuni a piccoli prodotti di qualità e biologici, dalle mozzarelle di bufala “giunte proprio stamattina dalla Puglia” alla conserva di pomodoro fatta da un’azienda agricola polesana.

Dal fruttivendolo la frutta e la verdura hanno addirittura un sapore, sono spesso prodotti locali e c’è pure qualche rarità che al supermercato ci si sogna (qualche settimana fa l’ortica, questa le fragoline di bosco). Il negozio di detersivi vende la classica gamma di – indovina un po’ – detersivi, ma è anche uno dei pochi punti in città ad avere i detersivi ricaricabili ed ecologici. La pescheria ha un profilo Facebook con l’invidiabile numero di 1.500 fan in cui lancia concorsi, propone ricette. Ci sono ben due macellerie e c’è la merceria, un tipo di bottega sempre più raro.

I negozi di piazzetta Annonaria hanno, nel loro essere piccoli, un valore aggiunto. Al fruttivendolo puoi chiedere consigli su come cucinare quello che compri. Dal macellaio puoi chiacchierare del tempo. Per chi abita in centro, è comodissima. Chi abita fuori lamenta – refrain tipicamente rodigino – la scomodità del parcheggio.

La piazzetta Annonaria è oggi uno spazio in cerca della propria identità, in un momento che vede coesistere lo stile di vita imposto dal modello della casetta in periferia e della spesa al centro commerciale, ma anche emergere la voglia di lentezza, di rispetto dell’ambiente e di cose buone e sane. E’ una scelta più genuina che andare al supermercato bio con il Suv (parcheggiando rigorosamente sul posto delle bici).

S’è detto, i bottegai della piazzetta ci stanno provando in tutti i modi, ad attirare i rodigini. Verrebbe da dire che ora spetta ai cittadini. Ma la verità è che la sfida da vincere è più grande: portare la gente non solo ad acquistare, ma a vivere in centro storico. E questa sfida, purtroppo mai vista nelle agende politiche locali degli ultimi decenni, i negozianti non la possono certo realizzare da soli.

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