Il nuovo romanzo di Maurizio Spano

Alla trattoria “Alla Rosa” di Bellombra Paolo Rigoni e Luciana Passarella hanno presentato, di fronte ad un pubblico partecipe ed interessato, “La ricamatrice”, l’ultimo lavoro di Maurizio Spano. Patrocinio della biblioteca comunale di Papozze, sempre attenta alle novità librarie, con particolare attenzione a quelle del territorio.

Il libro di Spano apre una breccia sulla cultura contadina del Polesine, attraverso la storia della sua famiglia d’origine, e descrive quel mondo ormai scomparso senza volerne mitizzare i riti e le contraddizioni. Nives, donna mite ed eroica allo stesso tempo, che non piange (ed ha anche smesso da tempo di sorridere), ne è la protagonista. E’ lei “la ricamatrice” che ci proietta nel cuore del romanzo con un viaggio a ritroso tra tovaglie di lino e lavoro di tamburello. La vediamo ricamare variopinti pappagalli con il difficile punto Rodi.

Il quarto romanzo dell’autore (che arriva qualche anno dopo “Nato di domenica”), più complesso nella struttura dei precedenti, narrato in prima persona, alterna continuamente vita vissuta e sogno. Siamo spettatori delle vicende di Nives nel difficile mondo in cui trascorre la sua esistenza, nella comunità dove ancora funziona il mutuo soccorso, mentre comunisti e democristiani ingaggiano lotte politiche rimaste nella storia del nostro Paese. Nives si innamora di un uomo che tiene la “giusta distanza”, e finisce per ingannarla per ben due volte. La donna, già nel 1950, rimane incinta, dando alla luce l’anno dopo, quello dell’alluvione, la sua Rosa. Ma la figlia nata dal peccato porterà nel ’54 al matrimonio riparatore per procura, prima che Nives parta per la Francia, dove la donna andrà a vivere in una baracca.
Nives si sentirà tradita da questo suo uomo, che da emigrato non riuscirà a garantirle un tenore di vita adeguato ad una famiglia. Deciderà allora di prendere in mano la sua vita e fare l’unica cosa che sapeva fare, cioè ricamare e confezionare abiti, con una tenacia instancabile. Il secondo figlio, concepito all’estero (perché nonostante tutto Nives crede nell’amore), nascerà in Italia il 29 maggio 1960, lo stesso giorno di Maurizio Spano, l’autore del libro.
Arrivano gli anni del boom economico, ma anche della guerra fredda, mentre nella pianura veneta permane la povertà, in un ambiente tuttavia ricco di stimoli, di emozioni, di sogni veri, che l’autore ben descrive.

“Non amo la scrittura in prima persona, perché non sa dare il giusto distacco, ma quando è necessario, so mettermi di fianco al protagonista, come fossi un amico”. In questo modo Maurizio Spano unisce il racconto personale alla fiction storica e il risultato finale è estremamente gradevole, poetico e senza forzature.
A fare da contorno alla presentazione il cibo della tradizione locale e l’accoglienza sempre unica dei titolari della Passionanza, in questo tempo di ascolto, di incontro e di rinascita, cercando serenità, aprendosi alla storia e alla cultura, per superare questo momento buio.

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