E’ una “terra senz’ombra” il Polesine descritto dagli scatti di Pietro Donzelli, che saranno in mostra per la prima volta a Palazzo Roverella, dal 25 marzo al 2 luglio

Curata da Roberta Valtorta, storica e critica della Fotografia, la mostra riapre Palazzo Roverella al pubblico per la stagione primaverile. Una retrospettiva fortemente voluta dalla Fondazione Cariparo, verso cui il Polesine ha un debito di riconoscenza, come sintetizza il presidente, Antonio Finotti: “Pur non essendo né rodigino né veneto, egli ha saputo come pochi altri entrare nell’anima della nostra gente e della nostra terra, restituendone una visione precisa, senza sconti, distaccata e profondamente partecipe”.

Sono circa 200 le immagini di Donzelli che raccontano il suo lavoro nella terra tra i due fiumi. Un amore, quello tra il fotografo milanese e il Po, sbocciato tra il 1943 e il 1945, negli anni da militare, e proseguito nel dopoguerra fino al 1961. La sua macchina fotografica ha esplorato i sentieri di campagna, gli arfini, i canali, le strade silenziose dei paesi assolati.

Ne restituisce la maestosità degli spazi, ma anche la drammaticità di una vita quotidianamente in lotta con la natura ostile, fino agli eventi più catastrofici: come l’alluvione del 1960, raccontata dalle immagini delle case di Ariano semisommerse dalle acque del fiume.

Ma è soprattutto sulla vita quotidiana e sulle genti del Delta che si sofferma l’obiettivo di Donzelli: una festa di paese, il cinema all’aperto, le venditrici ambulanti, gli artigiani all’opera, le attività lavorative. Una spontaneità frutto, in verità  di un accurato lavoro organizzativo e della precisione di Donzelli, che dedicava grande attenzione alla ricerca di una precisa immagine.

E’ il vertice della produzione fotografica di Donzelli, che rivela la sua capacità di cogliere la peculiarità di un territorio, ma anche la passione per il Polesine, come annota: “Senza volerlo l’avevo scelta come patria ideale, come protezione dalla minaccia di sentirmi per sempre un apolide”.

In occasione della mostra è previsto un catalogo bilingue (italiano – inglese), edito da Silvana Editoriale, con un saggio critico di Roberta Valtorta, e collegamenti tra le immagini e i testi di Donzelli stesso e le poesie di Gino Piva, il poeta del Delta .

Roberta Valtorta è direttore scientifico del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo-Milano. Si occupa di fotografia dal 1976. Ha tenuto corsi universitari a Udine, Roma, Milano e dal 1984 insegna ininterrottamente Storia e Teoria della Fotografia presso il CFP Riccardo Bauer di Milano-ex Umanitaria. Ha curato molte mostre e pubblicato molti saggi teorici e storici. Tra le pubblicazioni più importanti: 1987-1997 Archivio dello spazio (con Achille Sacconi), 1997; Pagine di fotografia italiana 1900-1998, 1998; La catalogazione della fotografia/La documentazione fotografica dei beni culturali (con G. Guerci ed E. Minervini), 2003; E’ contemporanea la fotografia?, 2004; Racconti dal paesaggio. 1984-2004 A vent’anni da Viaggio in Italia, 2004; Volti della fotografia. Scritti sulle trasformazioni di un’arte contemporanea, 2005; Alterazioni. Le materie della fotografia tra analogico e digitale, 2006; Il pensiero dei fotografi. Un percorso nella storia della fotografia dalle origini a oggi, 2008; Fotografia e committenza pubblica. Esperienze storiche e contemporanee, 2009; Luogo e identità nella fotografia italiana contemporanea, 2013.

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