Tra gli eventi più originali del Festival Opera Prima XVI, che ritorna a Rovigo dal 6 al 13 settembre, spicca IL TEATRO DA TE. UNA SOLA MOLTITUDINE, un progetto ideato da Massimo Munaro appositamente per il Festival, in reazione al periodo di crisi dettato dall’emergenza sanitaria in atto. L’evento avrà luogo il 7 settembre dalle 15.00 alle 19.00 e potrà essere prenotato direttamente presso le proprie abitazioni (prenotazioni già attive dal 25 agosto telefonando al numero 327 395 2110).

Il progetto coinvolge alcuni attori della città, che sono stati invitati ad elaborare una breve azione scenica a partire da un testo poetico di Fernando Pessoa. Gli attori e i performer coinvolti sono: Romina Zangirolami, Giorgia Brandolese, Ciro Mattia Gonano, Beatrice Pizzardo, Giorgia Forno, Thierry Parmentier, Elena Fioretti e Liliana Palumbo.

I cittadini potranno prenotare gratuitamente presso le proprie case (in giardino, sotto la finestra, nel proprio salotto…) la piccola performance di uno degli attori, che si recherà di volta in volta nelle abitazioni dei singoli spettatori a portare il suo dono poetico.

Come afferma Massimo Munaro, “L’idea semplicissima è che se tu non puoi andare a teatro allora è il teatro a venire da te. Non in video, non con un simulacro d’immagine, ma con un attore in carne ed ossa: perché il teatro o è in presenza o semplicemente non è. Immediatamente ho pensato a Pessoa… Una sola moltitudine. In fondo, durante il lockdown, siamo stati per mesi proprio quella cosa lì: una moltitudine di solitudini. Sentivo che sarebbe stato importante provare a spezzare questo isolamento con la poesia, che era forse la cosa che mancava di più nella nostra faticosa quotidianità.”

Liliana Palumbo testimonia infatti che per lei Il Teatro da te. Una sola moltitudineè il piccolo passo verso il tocco dell’umano che è in noi. Piccoli, tanti, soli. Così eternamente pieni di ignara poesia.”

Le fa eco Giorgia Forno, recente diplomata alla Galante Garrone di Bologna, per cui, durante il lockdown, “il teatro è stato salvifico, ha fatto passare il tempo senza vanificare il dolore, anzi, proprio in quello ha saputo nutrirci di bellezza. E adesso, ancora, è l’unica opportunità che abbiamo di rimetterci in contatto, di guardarci negli occhi.”

Il progetto intende quindi riavvicinare il pubblico all’arte dal vivo e a quell’intimità tra sconosciuti che solo l’esperienza teatrale è capace di offrirci. Come afferma Giorgia Brandolese, attrice della Compagnia MinimiTeatri, “questo progetto è un gesto coraggioso in un momento di paura, un apri la porta quando al massimo ci si guarda dalla finestra. Anche se la paura non è del tutto passata, con la giusta distanza di sicurezza, possiamo esorcizzarla attraverso il teatro. Per me è un dono prezioso portare questa piccola goccia di bellezza all’interno di un Festival che amo molto. Ringrazio Teatro del Lemming e Festival Opera Prima per quel che ha creato, per avermi coinvolta e per portare alla città di Rovigo un evento di grande impatto a livello culturale e anche sociale”. E aggiunge Beatrice Pizzardo: “Partecipare al progetto del Festival Opera Prima equivale a compiere un’azione verso la cura e la preparazione di un nuovo terreno. Non importa quanta terra bruciata ci circonda; dopo ogni mietitura si ara per ossigenare la terra e immagino i nostri interventi come piccole azioni teatrali ossigenanti.”

IL TEATRO DA TE vuole essere un’azione politica non solo rispetto al pubblico, ma anche rispetto al settore teatrale: il festival ha deciso di coinvolgere infatti danzatori e attori indipendentidella città, sostenendo così quella parte del settore che più è stato colpito dalla crisi.

Come infatti afferma il conosciutissimo danzatore Thierry Parmentier: “Il lockdown è stato un disastro, tutti i progetti sono saltati. Ma è stato anche un momento di pausa, di meditazione, mi sono preso il tempo di stare con me stesso.” E aggiunge Ciro Mattia Gonano, attore e regista presso Teatro Nexus: “L’improvviso venir meno della vicinanza con gli altri e della disponibilità di spazi ha causato una potente battuta d’arresto alle mie attività artistiche personali e di gruppo”. Romina Zangirolami, coreografa e fondatrice di Cantieri Culturali Creativi, argomenta inoltre che “il periodo di chiusura totale delle attività mi ha posto davanti due riflessioni/analisi fondamentali, relative alla mia attività di artista: la grande indifferenza dell’opinione pubblica e delle istituzioni nei confronti dei lavoratori dell’arte e dello spettacolo e la fragilità della nostra categoria lavorativa.”

Durante il lockdown ho sentito forte il desiderio di una comunità che lottasse per lo stesso obiettivo” – aggiunge infine Elena Fioretti – “In Una sola moltitudine sono racchiuse le mie esigenze emerse in questo periodo: l’unità nella comunità artistica e con il pubblico, nostro unico fine. Sono grata perché il 7 settembre tornerò in scena per la prima volta dopo la chiusura di febbraio.”

L’evento fa parte della programmazione del Festival Opera Prima XVI, realizzato grazie alla collaborazione fra l’Associazione Festival Opera Prima e il Teatro del Lemming, con il sostegno del Comune di Rovigo, della Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo e del MiBACT.

Festival Opera Prima – www.festivaloperaprima.it – operaprimafestival@gmail.com   

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