Dopo la conviviale e la visita alla mostra di Palazzo Roverella, dedicate alle svolte della modernità impresse dai movimenti artistici di Monaco, Vienna e Praga, gli Amici dell’Arte di Rovigo, guidati dal consigliere del direttivo Giorgio Lazzarini, si sono recati a visitare i luoghi della Secessione europea.

L’interesse a scoprire da vicino le città simbolo del Movimento secessionista (caratterizzato da artisti che si staccarono dalle Accademie d’arte per seguire una linea creativa destinata a rinnovare il mondo dell’immagine nelle città mitteleuropee di Monaco, Vienna e Praga nel periodo che va da fine Ottocento al primo ventennio del Novecento), ha spinto un gruppo di soci del Circolo Amici dell’arte a compiere un indimenticabile percorso artistico.

La città di Vienna ha accolto i viaggiatori, accompagnati dalla guida dell’esperto d’arte padovano Fabio Bossetto, mostrando splendidi edifici, piazze e cattedrali, imponenti luoghi simbolo di una capitale dal passato glorioso. Il programma di viaggio prevedeva una visita al Leopold Museum (nella foto di copertina), struttura moderna realizzata all’interno delle antiche scuderie di corte, per ammirare la più grande collezione al mondo di Egon Schiele.

Hanno spiccato poi i capolavori di Gustav Klimt, che nelle sue tele ha raffigurato l’evoluzione e il superamento della realtà obiettiva, rappresentando un mondo dominato da sentimenti, istinti e passioni. La visita è proseguita al castello barocco di Belvedere, che ospita una delle più pregevoli collezioni di opere d’arte in Austria. Spiccano qui le tele di Gustav Klimt, soprattutto le più celebri del periodo aureo, in cui l’artista ha riprodotto lo sfarzo dei mosaici bizantini, dando vita ai capolavori “Il bacio”, “Giuditta”, ”Ritratto di Fritza Riedler” e altri.

Non poteva mancare la visita alla Palazzina della Secessione, progettata dall’architetto Joseph Maria Olbrich, con il motto che campeggia all’ingresso: “Ad ogni epoca la sua arte, a ogni arte la sua libertà”. All’interno i visitatori hanno ammirato il famoso “Fregio di Beethoven” dipinto da Klimt, dove la Nona sinfonia è il criterio ispiratore dell’opera. Nei giorni successivi la città di Praga ha catturato l’attenzione del gruppo con elementi artistici, che a ridosso  tra il diciannovesimo e ventesimo secolo hanno segnato l’architettura, la scultura e la pittura, prendendo il nome di “Jugendstil”, sfociati poi nello stile Liberty.

Proprio l’architettura Liberty ha influenzato il volto di Praga che conserva edifici con interessanti facciate e pregiati interni. La Stazione Centrale, i palazzi in Piazza della città vecchia, alberghi e luoghi pubblici ne sono una chiara dimostrazione e contribuiscono a trasmettere alla città un’atmosfera esclusiva e romantica. Non è mancata tuttavia la visita ad altri monumenti importanti, quali Ponte Carlo che con le sue imponenti statue domina la Moldava, il quartiere del Castello con il Palazzo Reale e la cattedrale di San Vito, Piazza San Venceslao e il quartiere ebraico Josefov, con l’antico cimitero e le sinagoghe storiche.

Gli ultimi giorni sono stati interessati allo spostamento e alla visita di Monaco di Baviera, città moderna e industrializzata, per la visita della Neue  Pinakotek. L’edificio, di architettura moderna, inaugurato nel 1981, che si trova nella zona dei grandi musei della città, contiene i principali capolavori della pittura ottocentesca e i dipinti dei maestri della Secessione Monacense del 1892. Non poteva infine mancare la visita della Lenbachhaus, elegante villa-pinacoteca di fine ottocento, appartenuta al principe pittore Franz Von Lenbach, con capolavori del Bleue Reiter, uno dei primi movimenti dell’Espressionismo tedesco, sviluppatosi a Monaco nei primi anni del ‘900 attorno a  Vassily Kandinsky, che proprio da uno dei suoi quadri più famosi, “Il cavaliere azzurro”, ha preso il nome.

Federica Panziera 

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