A Montecchio Maggiore, nella sede della Fondazione Bisazza, è stata inaugurata il 19 settembre la mostra fotografica “Norman Parkinson & Fashion Photography 1948 –1968”.

Una retrospettiva che ripercorre vent’anni della fotografia di moda attraverso lo sguardo di Norman Parkinson ed altri quattro fotografi riconosciuti e celebrati a livello internazionale, quali Milton Greene, Terence Donovan, Terry O’Neill e Jerry Schatzberg.

Nuovi modi di rappresentare la donna

Curata da Cristina Carrillo de Albornoz e organizzata dalla Fondazione Bisazza insieme ad Iconic Images, una delle più importanti agenzie mondiali specializzata nella gestione di archivi fotografici d’arte, la mostra è suddivisa in sette diverse sezioni: Glamour Fifties, Swinging Sixties, City Style, The Art of Travel, Postwar Couture, Exceptional Gowns e Iconic, all’interno delle quali sono esposte settanta opere.

Immagini iconiche che non raccontano solo lo spirito di cambiamento di quel periodo (1948-1968), ma soprattutto rivelano un nuovo modo di fare fotografia e di rappresentare la donna, in particolar modo all’interno dei servizi di moda e nei ritratti. 

Scatti pieni di poesia

Norman Parkinson fu un fotografo inglese (1913-1990) che rivoluzionò la fotografia di moda del XX secolo, spingendola oltre i suoi tradizionali confini; si faceva chiamare Parks ed ha lavorato con le maggiori riviste: Harper’s Bazar, Queen e Vogue, che allora erano il top nell’ambito della moda, nulla a che vedere con la stampa odierna.

Un approccio del tutto visionario, decisamente fuori dagli schemi, indurrà Norman Parkinson a ritrarre, per la prima volta in quegli anni, le modelle non più nei soliti studi fotografici ma in contesti innovativi più reali, prediligendo le strade, le spiagge, luoghi dal fascino incredibilmente esotico, infondendo sempre nel suo lavoro una forte dose di british humor, fotografando i bambini ed i cani con le modelle, molto prima di Elliott Erwitt.

In ogni scatto, pieno di poesia, Parkinson riesce a rappresentare e a valorizzare al massimo il concetto dell’eleganza femminile, con l’ascesa di maestri quali Dior e Chanel negli anni ’50, mentre il decennio successivo porta alla ribalta creatori geniali come Yves Saint Laurent e rivoluzionari come Mary Quant.

Plasmare i mondi dei media

Terence Donovan e Terry O’Neill, entrambi inglesi, catturarono la magia dell’atmosfera londinese degli anni ’60. Milton Greene e Jerry Schatzberg erano registi e fotografi di origine americana. Il primo divenne famoso per i servizi di moda e per aver fotografato numerose celebrità, tra cui Marilyn Monroe, mentre Jerry Schatzberg, un vero talento della regia, ha saputo realizzare alcuni dei ritratti più intimi e iconici della sua generazione, con un’indiscussa sensibilità e qualità narrativa.

Fotografate con i grattacieli di New York o con i monumenti di Londra e Parigi all’orizzonte, le figure femminili sono protagoniste, lungo tutto il percorso espositivo, insieme ad altri personaggi celebri del mondo della musica e dello spettacolo quali Audrey Hepburn, Marilyn Monroe, The Beatles e The Rolling Stones. 

Per la curatrice Cristina Carrillo de Albornoz: “Questa esposizione mostra la fotografia come una forza capace di plasmare i mondi dei media: icone che si dispongono lungo uno straordinario percorso narrativo di glamour e stile. Bellezza, eleganza e ricercatezza sono l’anima di questa seducente esibizione. La bellezza, in particolare quella femminile, appare come idealizzata nel mondo della moda e del cinema. Il tema dell’eleganza, inteso come massima perfezione, è la sintesi della raffinatezza nei modi o nell’aspetto”.   

La mostra è veramente bella per la qualità delle fotografie di grande formato, ben stampate, esposte con vetri anti riflesso, in una degna ambientazione, ma questo è il segnale distintivo di ogni esposizione alla Fondazione Bisazza, sempre ad alto livello, con ingresso gratuito.

Informazioni pratiche

Per il decreto anti Covid-19 la Fondazione Bisazza è chiusa al pubblico, ma si spera che in seguito la mostra di Norman Parkinson possa essere ancora visitabile con ingresso solo su prenotazione, posticipando la data del 13 dicembre 2020, termine dell’esposizione, con orario di apertura dal mercoledì alla domenica, dalle ore 11 alle 18 come in precedenza.

Per maggiori informazioni: Fondazione Bisazza Viale Milano, 56  Montecchio Maggiore Vicenza

Tel +39.0444.707690 – info@fondazionebisazza.comwww.fondazionebisazza.it 

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