Finalmente a Rovigo una distribuzione organica degli eventi e spettacoli nel mese di maggio 2017, senza che ci sia una sovrapposizione di festival ed altro. Siamo partiti quindi con la quarta edizione di “Rovigo Racconta” il Festival dei libri e della musica con il suo colore arancione in piazza Vittorio Emanuele II, cercando di trovare sempre la meraviglia nelle piccole cose.

Come la scoperta della città segreta in bici domenica 7 maggio, grazie alla Fiab amici della bicicletta di Rovigo. Massimo Veronese, originario di Badia Polesine e giornalista de Il Giornale, ci ha portato a fine ’800 raccontandoci la storia di Luigi Masetti, il padre del cicloturismo italiano. Nato a Trecenta nel 1864, era come un uomo del ventunesimo secolo, dalla visione del mondo come quelle di oggi, molto “no global”.

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Masetti è un poeta del viaggio, che esplora il mondo del suo tempo dalla sella della bici, un visionario del fango e della polvere, come possiamo leggere dalle sue lettere pubblicate nel libro a cura di Luigi Rossi, nativo di Rovigo ed ora docente di lingua italiana ed arte ad Hagen in Germania.

Luigi Masetti riuniva le folle al suo passaggio ed è il primo cicloviaggiatore italiano del quale si abbia memoria, che il fondatore del Corriere della Sera, Eugenio Torelli Viollier, definì “l’anarchico delle due ruote”, a cui pagò il biglietto per andare all’Expo a Chicago in cambio di un diario giornaliero del tour ciclistico.

Il giornalista ci racconta che il ragazzo girando per l’Europa ha imparato le lingue e si manteneva insegnandole ed inventa la radio privata, perché va in giro a cantare con le sue ocarine. Di statura inferiore alla media, ben nutrito, capelli a spazzola, girava col suo gallo che gli serviva da sveglia tutte le mattine, e con due tortorelle e piccioni.

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Masetti compie il tour delle capitali e poi, dalle Alpi alle piramidi, fa la campagna d’Egitto di Napoleone. In nove anni compie 110 mila chilometri. Ma c’è un viaggio che non è mai stato raccontato: nel 1912 fu invitato come cicloturista famoso ad una gara di 600 km, in cui veniva dato in anticipo il percorso ai corridori. Mentre lui aveva un vantaggio di dieci ore senza nessuna assistenza, gli altri ciclisti dovevano raggiungerlo in un anello da Milano e ritorno, passando anche per Rovigo, dove con la nebbia di notte non si vedeva la strada, non certo asfaltata come oggi. Masetti completò il percorso in 38 ore con una media oraria di 16 km.

La sua dieta era particolare e dipendeva dalla borsa: pane, salame e formaggio, mangiati in solitudine e latte ed uova presi nelle cascine. Aboliti vino, fumo e liquori, perché facevano venire sonnolenza, così le cene e le colazioni negli alberghi.

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Pioniere dei viaggi avventurosi e protagonista di grandi imprese, nel 1893 Masetti compie il lunghissimo viaggio Milano – Londra – Chicago – Londra – Milano in bicicletta: il resoconto dell’impresa viene pubblicato a puntate sulle pagine del quotidiano milanese ed un suo lungo ritratto appare sulla rivista del Touring Club Italiano.

Masetti esplora il mondo del fine secolo ed il primo ‘900 dalla sella della bici, attraversa gli Stati Uniti, Francia, Inghilterra, va a Capo Nord, Spagna, Germania, Russia, Medio Oriente, incontra e conosce l’allora Presidente degli Stati Uniti, Grover Cleveland, che incontra alla Casa Bianca e conversa amabilmente con Tolstoj.

Di lui scompaiono tracce e testimonianze poco dopo. Sappiamo che Masetti è morto nel 1940 ed il Corriere della Sera titola “Il Napoleone della bicicletta”. Rivive sul palco di Rovigoracconta, impersonato da Antonio Gambato, un socio della Fiab, vestito come poteva essere allora Masetti, con una bicicletta semplicissima, assemblata con parti essenziali, davvero una bici dell’epoca.
Masetti era felice, era un’anima semplice e può servire di esempio a poltroni e pigri, che pur provvisti di grandi mezzi, passano su questo mondo annoiati, mentre lui era sereno, aiutò i suoi parenti, non si sconfortò mai, ma seppe anche voler tutto.

Dopo aver viaggiato con la mente per mezzo mondo, siamo saliti sulle nostre biciclette a cui era stata legata la targhetta arancione Fiab e Rovigoracconta, per un giro inedito nella nostra città per scoprire otto meravigliose tappe nelle vie del centro, guidati da Denis Maragno, un validissimo socio Fiab, che si occupa del sito .

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Il tour ci ha fatto incontrare Antonio Minelli, Amos Bernini, Domenico Piva, Umberto Maddalena, Arturo Favaro, Santa Maria Chiara Nanetti, Dria Paola ovvero Pietra Giovanna Matilde Adele Pitteo, Giovanni Miani e per finire l’ultimo sosta doveva farci conoscere Nicola Badaloni e le ceramiche di Galileo Chini, nel padiglione pediatrico del vecchio ospedale lì situato, ma la pioggia ha ostacolato il procedere.

Tutti in bicicletta allora con la Fiab,la Federazione Italiana Amici della Bicicletta di Rovigo, il 21 maggio al Festival Biblico, dalle 9.30 con l’incontro “In bicicletta senza fretta” e una nuova pedalata alla scoperta del capoluogo.

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