Sabato 10 dicembre è stato inaugurato a Canaro, il Museo “MuViG”, il Museo Virtuale del Garofalo, nella casa natale di Benvenuto Tisi da Garofalo, alla presenza delle autorità, di storici dell’arte, di Donatella Girotto della Cooperativa Turismo e Cultura, e di Laura Marangoni, presidente della Cooperativa. Sei anni fa non esisteva nulla e grazie all’ingegno di Claudio Garbellini, padre dell’attuale Sindaco Nicola, che ha ben illustrato la nascita del progetto paterno, per cui c’è stato prima il restauro del rudere della casa a cura dell’architetto M. Furini, su incarico dell’amministrazione comunale, con l’approvazione della sovrintendenza e poi del museo progettato dallo studio italo spagnolo Olivieri Office, rappresentato dall’architetto Genovese Davide Olivieri, con un contributo privato dell’80% e pubblico per il restante 20%.

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Il MuViG è il primo Museo Virtuale in Italia dedicato alla pittura, al grande pittore rinascimentale ferrarese Benvenuto Tisi detto il Garofalo, alle sue opere, raccolte qui virtualmente, mentre gli originali sono esposti in 40 musei di 12 nazioni.

Per utilizzare le immagini di questi quadri sono state firmate convenzioni con alcuni tra i musei piú importanti del mondo, e molti l’hanno fatto a titolo gratuito, tra i quali il Louvre di Parigi, la National Gallery e il British Museum di Londra, il Prado di Madrid, l’Hermitage di San Pietroburgo, l’Art Institute di Chicago, la Galleria degli Uffizi di Firenze, la Pinacoteca di Brera e i Musei Vaticani.

I mezzi utilizzati per rappresentare i quadri sono innumerevoli e riguardano le ultime tecnologie presenti sul mercato: si spazia attraverso proiezioni ad altissima definizione, interfacce interattive, libri virtuali, ricostruzioni 3D con l’utilizzo della realtá aumentata ed esperienze immersive con l’utilizzo di occhiali virtuali per una esperienza a 360°; il tutto per garantire un’ esperienza virtuale completa, approfondita e coinvolgente.

L’interazione tra il visitatore e il museo verrá raccolta attraverso la tecnología dei Beacons (bluetooth low energy) e condivisa sui social networks e sulla pagina web che si alimenteranno di questi contenuti.

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Il fulcro dell’esposizione é “L’orazione di Cristo nell’Orto”, in cui si vede Gesù in preghiera davanti ad un salice piangente, ed alle sue spalle San Giovanni Evangelista, San Pietro e Giacomo, con uno sfondo paesaggistico in stile giorgionesco, unico quadro originale presente nel museo, concesso in prestito al Museo da una collezione privata e collocato alla fine del percorso espositivo in una sala che si apre sul paesaggio del Polesine.

Il museo è stato realizzato nell’edificio, recuperato e restaurato, che la tradizione indica come la casa natale del pittore (anno di nascita 1481, ma ora si presume sia attribuibile al 1476 circa), e si sviluppa in dieci stanze divise sui due piani. È stata prevista la suddivisione cronologica di 8 sale, quattro per piano, e ciascuna di esse in 4 livelli di lettura: la presentazione dei quadri del Garofalo, gli approfondimenti, i rapporti con il contesto storico ed uno spazio ludico didattico, che garantiscono al visitatore una grande autonomia e libertá di fruizione, permettendogli di creare un percorso personalizzato includendo gli ambiti che più lo interessano.

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Due ulteriori sale completano l’allestimento: l’entrata, con un piccolo bookshop, e una sala multifuzionale al piano primo.

Un nuovo rivestimento uniforme e continuo delle pareti permette un rapido cambio di configurazione, moltiplicando le possibilitá di utilizzo degli spazi a seconda delle necessitá, ottenendo cosí un edificio polifunzionale che potrá ospitare congressi, esposizioni temporanee ed eventi.

Il progetto parte dalla convinzione che questo Museo debba e possa inserirsi a pieno titolo nel circuito turistico-museale che ingloba la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, la Villa Palladiana di Fratta e Palazzo Roverella di Rovigo. Il Museo avrá un doppia valenza, quella di stimolo per un’attrazione turistica di qualitá, nonché spazio a servizio della cittadinanza e associazioni, uno spazio versatile, di aggregazione e di socialità, dove è possibile partecipare a visite guidate, laboratori creativi e progetti didattici per le scuole, a cura del CeDi.

“Il progetto di identità visiva fatto da studio FM milano per il Museo Virtuale Garofalo (Muvig) di Canaro è innanzitutto un progetto che mira a rafforzare la personalità del museo stesso, per renderlo un luogo non solo di contenuti ma con un forte impatto visivo. Il marchio è una stilizzazione geometrica/computazionale di un fiore, il Garofano (utilizzato dal pittore come firma sui suoi dipinti) per evidenziare il rapporto tra il pittore ed il museo a vocazione principalmente digitale. I colori che sono stati scelti per accompagnare il linguaggio visivo di tutte le applicazioni (principalmente multimediali) sono due: il rosso che caratterizza i Garofani ed il blu elettrico che caratterizza l’origine espressiva del linguaggio digitale RGB (red, green and blue). I due colori, inoltre, sono un abbinamento ricorrente nelle scelte cromatiche del pittore”.

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E davanti alla casa del pittore possiamo trovare un vaso con piante di garofani di diverse sfumature, coltivati dal vivaista di Merlara Stefano Billo, che produce 250 specie di questo fiore e le esporta in tutto il mondo.
Profumiamoci di Benvenuto Tisi da Garofalo al Muvig.

Il Muvig è aperto sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18 da novembre a marzo, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19 da aprile ad ottobre. Altre informazioni sul sito www.muvig.it

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