Ferdinando Scianna/Magnum Photos – Delta del Po, 2008

Perbacco! Per Giove! Perdinci! Perdindirindina! Ulla peppa! Maria Vergine Santissima!!!

Ecco, avrei voluto iniziare con un turpiloquio, ma mi sono autocensurata. Spesso, quando tanta Bellezza mi invade, chi mi conosce bene lo sa, mi scappano espressioni colorite. Che si può fare? Sono moti genuini, semplici, infantili che il vivere in società non è ancora riuscito a togliermi.  Vorrei seguire questo flusso di emozioni. Dire che le parole, qualsiasi parola io scegliessi, sarebbero inadeguate e povere. Vorrei che trionfasse il solo sentire, anarchico e sovrano.  Nulla più.

Ma devo pur dire qualcosa. Bisogna sempre dir qualcosa…

Lo scatto fa parte di un libro dal titolo “Lo Dolce Piano” – il titolo è un omaggio a Dante che definiva la Val Padana proprio in questo modo – autore Ferdinando Scianna , prodotto da Snam Rete Gas e curato da Philippe Daverio. Dodici di queste immagini, inoltre, sono state scelte per il calendario Snam 2009.

Per questo progetto fotografico, Ferdinando Scianna, ha girato per un mese e mezzo, in lungo e in largo, dalla sorgente alla foce del Po. Lui, siciliano, cresciuto in una luce intensa, tagliente come quella del sud, ha indagato con maestria questi paesaggi indefiniti, pervasi di luce morbida, senza orizzonti certi ed evanescenti come un pensiero, con risultati che tolgono il fiato. La foto scelta è tratta dall’archivio Magnum Photos, nella sezione personale del fotografo. Colpita e affondata da questa visione. La natura del Delta, la sua essenza in un unico scatto. Una delle più belle immagini della mia terra che abbia mai visto. Là dove non è ancora fiume, né ancora mare. Là dove non è terra, né ancora cielo. Là dove sono ancora io e non più io.

Scrive il fotografo: “A lungo mi sono interrogato su come si potesse articolare dentro quel mondo sfumato e suggestivo la dialettica del pensiero, l’eruzione delle passioni. Ci ho messo del tempo prima di capire di quali sentimenti questa terra fosse capace. Questo libro è il risultato di un complesso processo di interiorizzazione”.

Mi fermo sull’ultima parola detta, desueta e ostica ai giorni nostri. Ben più dilagante, l’esteriorizzazione del e di tutto, il suo esatto contrario.

Per fortuna, mi sono accorta di essere ritornata al punto di partenza del mio scrivere e al mio vero intento: non dire nulla. Cose incommentabili perché, forse, tanto grandi per l’animo umano da risultare indicibili. Amici miei, alla Tognazzi, ho tentato soltanto una supercazzola.

 

C’è un oltre in tutto. Voi non volete o non sapete vederlo.

Vi resta ancora, o signori, un po’ d’anima, un po’ di cuore e di mente?

Luigi Pirandello, da Quaderni di Serafino Gubbio operatore

 

Biografia

Ferdinando Scianna è uno dei più noti fotografi italiani. Nasce a Bagheria, in Sicilia nel 1943. Compie all’Università di Palermo studi, interrotti, di Lettere e Filosofia.
Nel 1963 incontra Leonardo Sciascia, tra i due nasce una profonda amicizia determinante nel dare una spinta propulsiva alla carriera del giovane fotografo, con il quale pubblicherà, a ventun’anni, “Feste religiose in Sicilia”. Primo dei numerosi libri poi fatti insieme, ottiene il premio Nadar nel 1966. Si trasferisce a Milano dove lavora per il settimanale “L’Europeo” come fotoreporter, inviato speciale, poi corrispondente da Parigi.
Introdotto da Henri Cartier-Bresson, entra nel 1982 nell’Agenzia Magnum. E’ il primo fotografo italiano ad entrarvi. Dal 1987, alterna al reportage e al ritratto, la fotografia di moda e di pubblicità, con successo internazionale.
Svolge anche, da anni, un’attività critica e giornalistica che gli ha fatto pubblicare non solo libri, ma anche numerosissimi articoli in Italia e Francia su temi relativi alla fotografia.
Ferdinando Scianna, Italy, The Po river Delta
Image Reference PAR360421 (SCF2008014H00133/0108)
© Ferdinando Scianna/Magnum Photos

 

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