Si può combattere il Parkinson metaforicamente, se non fisicamente? Si, con lo spettacolo “Io e il signor Parkinson”, rappresentato il 19 novembre scorso nel teatro di Casa Serena. Lo spettacolo è tratto dal libro “Ti tengo d’occhio” di Daniela Zampirollo, a cura della compagnia “Terepia, il Teatro di Figura” e con l’accompagnamento musicale del Fondaco dei Suoni.

“Vorrei essere ricordata così, come un misto di gioia e di allegria, come un qualcosa di sereno, ma con un pizzico di malinconia. Vorrei lasciare un’impronta pesante, che servisse a farmi lasciare in te, anche quando sarò distante. Vorrei che ciò che scrivo servisse a qualcosa, per esempio a lasciare in chi legge la voglia di amare senza posa. Vorrei arricchire il mondo d’amore, vorrei riempire i cuori di sentimento, vorrei cancellare le sofferenze e ogni piccolo, grande tormento, vorrei restare nel tempo, vorrei non essere dimenticata”.
Queste le parole di Daniela Zampirollo, maestra in pensione di Adria, nonna felice, autrice di opere in prosa e poesia e dopo l’incontro col “signor P”, la sua scrittura è stata mirata alla lotta alla malattia, anche con l’aiuto della pittura.

L’attrice Teresa Tentore, fondatrice di Terepia, ha dato voce e corpo alla figura di Daniela, lavorando sul significato del simbolo che permette di mettere in scena storie di persone viventi, con le loro problematiche, giocate metaforicamente e simbolicamente con la recitazione, utilizzando materiale psicomotorio, come carta velina, veli, corde, nastri colorati legati tra loro come un pentagramma, marionette ed altro.

Terepia, il Teatro di Figura è una associazione culturale, nata 15 anni fa a Padova, attiva nella ricerca, nell’organizzazione e divulgazione di originali forme di spettacolo, mirate al recupero ed al rinnovamento della cultura del teatro di figura, costruendo ponti tra gli uomini, tra i popoli.
Teresa aveva una nonna armena e questo l’ha spinta a lavorare dando un senso alla sua espressività corporea in una figura longilinea senza età, che sa trasmettere forti emozioni, lavorando con malati, pazienti psichiatrici, disabili ed altre realtà.

Il Fondaco dei Suoni è un gruppo musicale nato a Padova nel 2006, composto da tastiere, percussioni, un corno inglese, contrabbasso, vincitore nel 2008 del concorso Folk Est di Forlimpopoli, per la loro musica klezmer ed altri suoni provenienti da mondi lontani, che ben si armonizza con la rappresentazione scenica sul signor Parkinson.

Un buon spettacolo che potrebbe essere riproposto in altri contesti, e che ha dimostrato l’impegno della Associazione Parkinson Rovigo e Amici Onlus (www.parkinsonrovigo.it), guidata dalla presidente Maria Libera Santato, maestra instancabile ed affezionata dei nostri figli, che ha creato il giornale “Quelli del 10 per cento??!!, questi siamo noi”, per indicare la residua percentuale di pazienti malati di Parkinson che non cadono in depressione.

L’Associazione Parkinson di Rovigo si incontra ogni mercoledì pomeriggio a Casa Serena dalle ore 15 alle 18 per i laboratori di Tai Chi Chuan, di Musicoterapia, di Canto Corale, di Origami e per la Logopedia, con esperti del settore.

Inoltre in occasione della Giornata Nazionale del Parkinson, sabato 26 novembre alle ore 9.30 si svolgerà il quinto convegno sulla malattia, in Accademia dei Concordi, ed il tema sarà: “Ruolo delle medicine e degli interventi alternativi nella cura della malattia di Parkinson”. L’idea che la malattia riguardi solo le persone anziane non corrisponde più alla realtà, poiché un paziente su dieci ha meno di 50 anni ed il cinque per cento ha meno di 40 anni; il problema quindi non è solo clinico, ma sociale ed ha un forte impatto sulla vita di migliaia di persone coinvolte e dei loro familiari.

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