La fascinazione della Divina Commedia da Dorè a… Topolino

Introdotta dalle immagini della “Quercia di Dante”, parliamo ora della vera mostra “Visioni dell’Inferno”, che troviamo a Rovigo, salendo le scale al secondo piano di Palazzo Roncale, esposizione che ripercorre i 33 canti, a cui si aggiunge il “Prologo”, che narra la discesa nelle viscere della terra di Dante e della sua guida Virgilio, fino al cospetto di Lucifero.

Si inizia con le opere di Gustave Doré: 75 incisioni di una grande collezione parmense, considerate il suo capolavoro dal 1832 al 1883, riuscendo nella impresa di rappresentare in segni grafici e forme, quanto i versi di Dante hanno espresso in una delle opere poetiche più elevate.

Spiega Alessia Vedova, curatrice di questa sezione, come Théophile Gautier, a lui contemporaneo, scrivesse che l’artista di Salisburgo sapeva “vedere le cose dalla loro angolatura bizzarra, fantasiosa, misteriosa…e che possedeva un occhio visionario che sa liberare il lato segreto e singolare della natura”.

Le tavole di Doré sono molto attuali e, pur essendo state incise quasi due secoli fa, non sono molto distanti da un gothic novel e dai disegni dei fumetti di alcuni illustratori. Anzi, lui ha ben anticipato quel genere narrativo.

“Visioni dell’Inferno” si allarga ad altre testimonianze, per sottolineare la fascinazione della Divina Commedia lungo i secoli, sino alle forme contemporanee di espressione.

Quindi in mostra sono presenti alcune preziose antiche edizioni del capolavoro di Dante, pubblicate tra il 1500 e il 1800, provenienti dall’ Accademia dei Concordi e dalla biblioteca del Seminario Vescovile di Rovigo.

Inoltre sono presentate visioni dell’Inferno davvero sorprendenti ed originali, come “l’Inferno di Dante. Una storia naturale” opera del 2010, illustrata e commentata da Patrick  Waterhouse  e Walter Hutton, realizzata per “Fabrica”, il laboratorio creativo di Benetton, e ancor più “L’Inferno di Topolino”, di cui è esposta la prima edizione e l’albo d’oro, prodotto dalla Disney nel 1949, parodia e fumetti della Divina Commedia, scritta in terzine ed endecasillabi con protagonisti Topolino nella parte di Dante e Pippo nel ruolo di Virgilio, disegnati da Angelo Bioletto e sceneggiati da Guido Martina.

“Io son nomato Pippo e son poeta

or per l’inferno ce ne andremo a spasso

verso un’oscura e dolorosa meta.

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