La popolazione residente di Venezia conosce un rapido ed inarrestabile declino, gli ultimi dati parlano di 54.000 abitanti. Chiunque conosca questa splendida città può constatare la metamorfosi che l’ha trasformata da città viva, pur nella sua peculiarità, a squallido parco divertimenti per turisti frettolosi, maleducati e ignoranti. Tutto ciò in netta controtendenza con quanto accade nel resto del mondo: le città con forte attrattiva turistica crescono nell’offerta, generano occupazione e si sviluppano anche sotto il profilo demografico. L’interesse da parte dei visitatori non è certo calato, il fascino di Venezia resta unico ed immutabile, ma evidentemente qualcosa non ha funzionato e le responsabilità, ancora una volta, sono di chi ha amministrato ed amministra il territorio. Se un turista sceglie come destinazione Londra, è solo un esempio, considera normale atterrare a un’ora di treno dal centro della città e trovare sistemazione in un hotel non necessariamente vicino ai punti di maggior interesse, confidando nella possibilità di utilizzare i trasporti pubblici che sono efficienti, accessibili ed economici.

Se chi ci ha amministrato avesse ragionato in questo modo ora avremmo un macroterritorio turistico che ingloba Treviso, Padova, Verona oltre naturalmente a Venezia. I turisti potrebbero sfruttare le opportunità di una regione meravigliosa che ha moltissimo da offrire in tema di arte, cultura, ricettività, gastronomia. Si eviterebbero i sovraffollamenti che affliggono il centro storico veneziano, si potrebbe graduare l’offerta con un range di prezzi differenziato e si favorirebbe uno straordinario indotto di servizi che a sua volta creerebbe occupazione stabile. La stessa Adria, collegata al centro storico di Venezia da una linea ferroviaria dedicata potrebbe diventare la destinazione ideale per viaggiatori che desiderano trovare una sistemazione alberghiera economica per il pernottamento potendo comunque raggiungere facilmente il centro di Venezia (e magari anche Verona o Ferrara) usando i mezzi pubblici. Una volta che i turisti siano ad Adria non sarebbe così difficile organizzare un pulmino-navetta che li porti dall’hotel alla stazione in corrispondenza delle partenze dei treni o studiare una convenzione che consenta loro di visitare il Museo archeologico o assistere alle rappresentazioni teatrali. Tutta l’area nel raggio di 100 km da Venezia potrebbe diventare un “albergo diffuso” e beneficiare dello straordinario potere di attrazione del capoluogo. Ma qualche decennio fa democristiani e socialisti decisero di costruire il polo chimico di Marghera, i comunisti non si opposero: creava posti di lavoro. Così, accanto alla città meravigliosa che tutti sognano di visitare costruirono una concentrazione oscena di impianti che inquinano ed uccidono. Se i sostenitori dell’eroe Zorro-Zaia fossero solo un briciolo più intelligenti, invece della “farsa autonomia” gli chiederebbero di occuparsi della ripianificazione del territorio e della valorizzazione del turismo di qualità, l’unica risorsa contro la deindustrializzazione irreversibile cui l’occidente è condannato.

 

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