“Forse ci vuole una qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici”, dice l’attore Alessio Boni, nel presentare il suo Don Chisciotte, in scena mercoledì 6 marzo 2019, alle 21 al Teatro Sociale di Rovigo.

Al confine sempre incerto tra ciò che è “normale” e ciò che esce dalla normalità, la lucida follia è ciò che consente di sospendere il senso del limite: “Quel “so che dobbiamo morire” che spoglia di senso il quotidiano umano, ma che solo ci rende umani – dice l’attore -. L’animale non sa che dovrà morire: in ogni istante è o vita o morte. L’uomo lo sa ed è, in ogni istante, vita e morte insieme

Amleto, che si chiede quale senso abbia soffrire e assistere alle altrui sofferenze, per poi morire. Don Chisciotte va oltre: “Trascende questa consapevolezza e combatte per un ideale etico, eroico. Un ideale che arricchisce di valore ogni gesto quotidiano. E che, involontariamente, l’ha reso immortale”.

Chi è Don Chisciotte? Uno di quegli uomini che, nel corso della storia umana, hanno commesso il gesto folle e lucido di uscire dalle regole, alzare la testa, scegliere il sogno, la fantasia, l’immaginazione. Folli per i loro coetanei, ricordati in eterno per ciò che hanno lasciato all’umanità. 

Don Chisciotte vede in scena Alessio Boni, anche nel ruolo di regista, con Roberto Aldorasi e Marcello Prayer, assieme a Serra Ylmaz e lo stesso Prayer. L’adattamento è di Francesco Niccolini. 

Info e biglietti: tel. 0425 25614 – teatrosociale.botteghino@comune.rovigo.it 

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