Il progetto è semplice, chiaro nelle sue finalità e lineare nei passaggi che lo concretizzano. Ci vogliono cretini, e per darci l’illusione di aver mantenuto un briciolo di importanza ci concedono qualche lampo di imbecillità. Del resto non è casuale che a livello planetario vengano eletti o cooptati con il plauso delle masse personaggi come Trump, come il ministro Fedeli, come Macron o come Renzi. ll processo a cascata continua verso il basso (in tutti sensi) con sindacalisti, amministratori pubblici, vertici delle partecipate, dirigenti scolastici e via a scendere nei gironi infernali del quotidiano che siamo costretti a subire. Personaggi “alla Razzi” che rappresentano il nulla, contenitori sterilizzati in cui introdurre la dottrina del momento, non c’è altra spiegazione. Se andiamo in ospedale… oops, ora si chiamano ASL, Unità Complesse, realtà territoriali… e altre parole idiote che servono a far sembrare che cambiano le cose, che si progredisce… se andiamo all’ospedale dicevo, scopriamo che nonostante i Centri Prenotazione, gli uffici relazioni con il pubblico (URL, Bello vero?), le Joint Commission internazionali che certificano la qualità delle prestazioni, queste benedette prestazioni sono scadenti e costano sempre di più. Curare il malato non è l’aspetto fondamentale dell’attività, l’importante è riempire moduli, seguire le prassi e le procedure, mettere la “x” sulla casella del questionario.

Medici ed infermieri chiamati a fare i burocrati, gestiti da direttori generali imbecilli che rispondono solo alla parte politica che gli ha candidati e che comunque non risponderanno alla collettività della gestione della struttura che, ahimè, è stata loro affidata.

Il recente episodio degli stupri di Rimini è paradigmatico: i responsabili della Coop cui era stata affidata la risorsa (uso il termine in ossequio alle mode imperanti) congolese che molto probabilmente era la guida del gruppo criminale, hanno candidamente affermato che si era sempre comportata bene, nulla faceva presagire la sua condotta futura.

E’ comprensibile che cerchino di svincolarsi dalle colossali responsabilità che, al contrario, si devono assumere, ma l’aspetto che nessun media (ti pareva?) affronta è quello dell’incapacità, dell’inadeguatezza di queste persone e di queste strutture al compito che, dietro pagamento di denaro pubblico, esse svolgono, o meglio dicono di svolgere.

Sono una manica di incompetenti che crede di potersi occupare di immigrazione e di integrazione solamente perché usano termini idioti e privi di significato come “percorso di integrazione”, “affiancamento costruttivo”, “mediazione culturale”. E’ un’ulteriore prova di quanto sia inutile e pericolosa la cultura del neologismo, quella che, per esempio, pensa che chiamando “educazione linguistica” una materia che in passato si chiamava semplicemente “italiano” si risolvano come d’incanto i problemi di analfabetismo del paese. Per capire quanto questo atteggiamento sia pericoloso vi faccio un esempio pratico: incontrate un affamato, ma invece che preparargli del cibo vi limitate a dirgli che in futuro lui non verrà più chiamato “affamato”, che è offensivo perdiana, ma bensì “soggetto diversamente sazio”. Lui però nello stomaco non mette nulla ed il problema resta. Spero che qualcun rammenti tutto ciò alle prossime elezioni.

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