Il terzo appuntamento di PERCEZIONI DI MAGGIO – progetto ideato e realizzato in quattro fasi nato nel contesto del Maggio Rodigino – è con VIRIDITAS (dal 18 al 22 maggio), evento espositivo ispirato al “Festival Biblico” di Rovigo che in questa edizione parla di futurointeso nel suo rapporto costitutivo della nostra esistenza.

La parola latina Viriditas, pensiero filosofico indagato da Hildegard von Bingen, non trova una traduzione italiana che le faccia onore… potremmo, con dei poco felici neologismi, dire “verdezza”, “verdità” o “verditudine”… essa è l’essenza del colore verde, un pigmento “concettuale”.

In questo caso, il verde è il colore simbolo della vita, della vita traboccante che attraversa la natura, della linfa che scorre animando gli esseri, della resurrezione primaverile, del germogliare di un nuovo fogliame.

Chi ha visto un bosco reduce da un incendio, può ben comprendere cosa significhi il passaggio della “materia” alchemica dal nero al verde: dopo un periodo di morte apparente, di cinerea fissità e desolazione, di vuoto e silenzio, di distacco e quiescenza, ecco spuntare un po’ ovunque una miriade di piccole gemme verdi, segno esteriore della vita che torna a manifestarsi. In pochi anni il bosco tornerà ad essere animato e rigoglioso.

Viriditas è l’energia della vita

Viriditas è luce della vita

Viriditas è speranza

Viriditas è futuro

 

In occasione dell’inaugurazione di Viriditas, presso l’art room di Miranda Greggio in via Mazzini a Rovigo, venerdì 18 maggio alle ore 18,00 sarà presente Barbara Zeizinger, autrice di Lungo il Canalbianco, che dialogherà con Ivo Zambello. Nel suo romanzo, la scrittrice tedesca pone l’accento su fatti accaduti nei giorni che hanno preceduto la Liberazione dal nazifascismo nel 1945. Ecco una breve sinossi del suo racconto:

Nel tentativo di salvare un bambino di quattro anni, l’ottantenne ex procuratore Günther Rosenbach annega nel fiume Reno. La giornalista Irene Fischer piange la morte del nonno a cui era profondamente legata. Liberando il suo appartamento trova alcune vecchie foto di un ragazzo e di un giovane Günther in uniforme. I due dovevano conoscersi: in un appunto sul retro di una delle foto legge: “Giorgio, due giorni prima”. Irene intraprende allora un viaggio in Italia dove verrà a conoscenza di fatti avvenuti negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale e che videro anche il nonno come protagonista, in un succedersi di eventi che portarono al rastrellamento e al tragico eccidio di Villadose e Ceregnano del 25 aprile 1945, nei giorni in cui l’Italia veniva liberata dall’occupazione nazifascista.

Una narrazione che procede tra il passato e il presente e che, come nel tema del “Festival Biblico”, finisce inevitabilmente per interrogare il futuro, gli anni che verranno dopo la tragedia della guerra.

 

 

 

 

 

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