In una città poco aperta alla fotografia, dove fare qualsiasi cosa a costo zero è assai complicato ed organizzare una mostra ancora di più, basta passare il ponte dell’Adige ed andare all’Associazione Culturale Athesis e Museo Veneto della Fotografia, a fianco della biblioteca comunale di Boara Pisani, dove sul muro estero ci sono venti grandi pannelli, direi 50 x 70 in forex, con le foto a colori di Paolo Degan, un ingegnere nostrano, appassionato di musica punk rock anni ’80.

Quando ho incontrato l’autore mi ha parlato di gruppi come i Marlene Kuntz, gli Afterhours ed altri, di cui io non avevo assolutamente mai sentito parlare, perché il mio interesse era unicamente finalizzato alla espressione artistica delle fotografie; Paolo mi ha spiegato che ascoltava questi gruppi e le loro canzoni e dentro di sé continuava a chiedersi da chi avessero preso l’ispirazione, cioè da dove venisse il loro sound.

Dai CCCP! Un gruppo musicale punk rock italiano, a me assolutamente ignoto, considerato da tutti gli esperti del settore come tra i più influenti nell’Italia musicale degli anni ’80. Il suo fondatore e leader è stato il cantante Giovanni Lindo Ferretti, soggetto complesso ed istrionico, prima operatore psichiatrico in Emilia e poi solo musicista, quando si trasferì a Berlino. Qui incontrò il chitarrista Massimo Zamboni, entrambi originari della provincia di Reggio Emilia, e nel 1982 fondarono i “CCCP – Fedeli alla linea”. Dal 1986 al 1990 furono pubblicati quattro album considerati, per testi e contaminazione musicale, tra i più importanti del panorama rock italiano. Quando si sciolsero il loro percorso proseguì in altre strade e con altre collaborazioni, a dimostrazione che la creatività e l’estro di Zamboni e Ferretti era grande.

Autodefinitosi un gruppo di “musica melodica emiliana e di punk filo-sovietico”, presero il nome CCCP pronunciato come si legge in italiano, cioè l’equivalente della sigla russa SSSR, che designa l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
Durante la loro carriera hanno collaborato con i CCCP alcuni ex componenti dei Liftiba e, nel caso del loro ultimo album “Epica Etica Etnica Pathos” c’è stata la partecipazione del fotografo Luigi Ghirri, per tutte le foto dell’artwork in cui la copertina ritrae la cappella privata di Villa Pirondini, casa colonica settecentesca disabitata nella pianura reggiana, dove nel 1990 il gruppo musicale registrò interamente il disco; “Fotografia Europea” nel 2013 ha dedicato a Reggio Emilia proprio al suo concittadino la grande mostra antologica “Luigi Ghirri. Pensare per immagini”.

Paolo Degan ha ripercorso la storia del gruppo musicale con un viaggio che l’ha portato agli albori dei CCCP, dove a Carpi ha incontrato e parlato con Danilo Fatur e poi a Cerreto Alpi nell’appennino Reggiano, dove Ferretti vive, con la speranza di potergli parlare e fotografarlo.
“L’impatto emozionale è stato forte, ma sono stato ripagato perché mi è stato concesso di fotografarlo in esclusiva sul suo pick-up verde“.
E’ in queste vicende che Paolo ha trovato il contesto adeguato per le sue passioni: la musica indie e la fotografia con un progetto innovativo ed originale sul rock indipendente, con le foto esposte esternamente, così le foto sono visibili sempre, mentre all’interno della sede del fotoclub Athesis ci sono i pannelli esplicativi della mostra e le riproduzioni delle foto di Ghirri.

Ai puristi snob della fotografia queste foto forse non piaceranno per l’argomento, il format, la stampa su pannello, ma tanto se fai sei criticato, se non fai ti tirano le pietre: allora più umiltà e meno invidia e ben vengano tutte le iniziative che portano fotografia, in contesti diversificati, specialmente di un argomento di cui si sapeva poco. E poi è bene coltivare le proprie passioni se sono stimolo e realizzazione di arte contemporanea, pittura, fotografia, musica, teatro, poesia, racconto.

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