“Se trovi un anziano che ti saluta, chiedi un consiglio, lui ti saprà illuminare”. Riflettendo su queste parole del padre, Sameh Salama rievoca le decine di persone che ha incontrato in decine di viaggi per il mondo.

Sfogliando le pagine dei miei passaporti, quello egiziano e quello italiano, ho scoperto, con stupore, che ho attraversato ben 83 volte i confini di diversi paesi. Guardando i tanti timbri ho rivisto come in un film tante situazioni, tanti luoghi, tanti momenti. Ho risentito parole e pensieri che mi sono stati offerti da decine di persone che mai più, probabilmente, rivedrò, e tutti più grandi di me.

Mio padre, insegnante di scuola e di vita, mi ha indicato un percorso che non ho mai dimenticato: “Se trovi un anziano che ti saluta, chiedi un consiglio, lui ti saprà illuminare”. In tutti questi Paesi, ho sempre cercato di fare quello che mio padre mi ha insegnato e maturando ho acquisito questa indicazione che mi ha portato ad essere quello che sono: un giovane “anziano”…

Tabi, un signore dell’Oman, mi indicò la strada per amare Madre Terra: “Abbi rispetto per tutto ciò che è vivo, questo ti renderà sereno”. San, tassista malesiano che mi accompagnava al lavoro: “Vivi guardando la Natura, perché domani o non esisterai più tu, o non esisterà più Lei”.

E poi la signora Mara, italiana, che diceva, parlandomi di famiglia: “L’importante è che tu ci sia per le persone che ami, che ti meritano e che tu senti di amare. Non importa dove sarai, ma in qualunque posto sarai, loro sapranno sentirti, sempre e comunque”. E Latif di Dubai: “La tua felicità proviene dalla tua famiglia, sia essa quella che ti ha generato, quella che ti ha cresciuto, quella che ti sei creato, quella con cui lavori: dai e ti sarà dato”.

E poi c’è chi mi è accanto sempre e che continua a donare pur avendo bisogno di aiuto. Insieme abbiamo intrecciato le radici, viviamo sulla stessa Terra, che può sembrare una terra diversa, una terra strana, ma che è la stessa anche se appare lontana: è Terra nostra ed è la chiave di tutto, la chiave della Vita, ed è questa che mi porta a raccogliere insieme tutto quello che ho imparato e che mi porta a seminare per poter un giorno essere raccolto nel cuore, nella mente, nell’anima di chi mi avrà incontrato.

Questi timbri sui miei passaporti hanno un grande valore per me: sono il segno della Primavera della Cultura, il segno di un arricchimento mio personale, ma che vorrei fosse dono per ogni creatura che vive su questa nostra Terra.

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