In una rubrica normale avrei dedicato un capitolo alla storia degli alberi secolari, che in Polesine non mancano. Dal platano di San Rocco a Lendinara alla defunta quercia di San Basilio, questi alberi sono veri e propri monumenti, pieni di Storia.

Raramente, invece, si racconta qualcosa di un albero appena nato. Eppure a Rovigo ce ne sono diversi, ciascuno con una piccola storia da raccontare. In Tassina, ad esempio, sta già crescendo un intero boschetto di alberi piantati anni fa da un gruppo di volontari: ciascuno porta il nome di una bambina o di un bambino a cui è stato dedicato.

Poi ci sono gli alberi dedicati a chi non c’è più: al parco Langer, un ciliegio ricorda Marco Zennaro, avvocato, panettiere, attivista o semplicemente una “persona comune” a cui molti erano affezionati (compreso chi scrive), scomparso troppo giovane qualche tempo fa.

Al parco Lisieux (ossia i giardinetti lungo la circonvallazione Ovest), ce n’è uno con un sacco di cose da raccontare sulla persona a cui è dedicato. E’ una pianta di Gingko Biloba, piantata lo scorso 17 aprile da volontari di diverse associazioni, per ricordare Mariangela Baratella, anche lei scomparsa troppo presto nel settembre 2014. Mariangela era anche lei una di quelle persone comuni, che riescono tuttavia a lasciare un segno profondo nella comunità in cui vivono. Ex maestra elementare, impegnata in varie associazioni locali, assieme al marito Enzo Bellettato è stata tra i fondatori del Gruppo Astrofili Polesani. Ha speso la grande passione per la botanica nel Wwf di Rovigo.

E, ancora, va ricordata la sua presenza nell’ambito di “Ande Canti e Bali”, il festival rodigino delle tradizioni musicali. Il mio ricordo più nitido di lei è ad una manifestazione per l’ambiente ad Adria, a cui aveva portato con sè l’inseparabile fisarmonica. Infine, la ricordo come attivista del gruppo di donne Zitte Mai. Ma andrebbe ricordata per una miriade di attività, dalle lezioni dell’Università Popolare ai laboratori per bambini, dagli spettacoli agli incontri alla scoperta delle piante selvatiche.

Proprio come le piante che crescono sugli argini e ai bordi delle strade, Mariangela era una persona comune, ma dalle grandissime virtù. Già pochi giorni dopo la sua scomparsa, tra le iniziative in suo ricordo, era circolata l’idea di piantare un albero in suo ricordo. Alla fine, una mattina di metà aprile, si sono ritrovati tutti ai giardini – astrofili, volontari del Wwf, della Fionda di Davide, dell’Università Popolare, musicisti di “Ande Canti e Bale” e i molti amici – per veder piantare quell’albero.

Il gingko dei giardini Lisieux ha appena affondato le radici al suolo. Passandoci davanti, alcuni giorni fa, l’ho ritrovato gracile e spennacchiato. Ma potrebbe rimanere lì potenzialmente per secoli. E’ il miglior monumento possibile per ricordare la passione e l’impegno di Mariangela.

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