La grande mostra d’autunno agli Eremitani di Padova

Sergio Padovani, “Stelle aperte”

L’anno in cui si celebrano i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri (1321 – 2021), il pensiero è tutto per la sua Comedìa, diventata poi Divina per ispirazione di Boccaccio.
Divina nella costruzione poetica, nei luoghi (Inferno, Purgatorio, Paradiso) che tengono insieme l’universo intero, storico, fantastico, mitologico e ancora poetico.
Divina nelle immagini potenti, allegoriche, minuziose, evocative, straordinariamente umane.

Tra le tantissime celebrazioni del 2021, Padova dedica a Dante la mostra “A riveder le stelle”, organizzata dall’Assessorato alla Cultura della città, nelle sale delle esposizioni temporanee del Museo Eremitani, in collaborazione con la Collezione “The Bank Contemporary Art Collection” di Antonio Menon.

La mostra, curata da Barbara Codogno, sarà aperta dal 30 ottobre 2021 al 31 gennaio 2022.

L’allestimento agli Eremitani, presentato alla stampa in questi giorni, celebra Dante e Giotto.
Nelle parole della curatrice:

“Si tratta di un evocativo dialogo tra la Divina Commedia di Dante e il ciclo affrescato da Giotto nella vicina Cappella degli Scrovegni, in occasione della sua candidatura per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.”

La mostra esalta la risonanza tra i due immensi poeti (della parola, dell’immagine, della rappresentazione) capaci di rivoluzionare lingua e segno. Erano contemporanei e fiorentini, e forse non si incrociarono mai, eppure, risuonano e evocano mondi netti, precisi, di bene e male, luce e oscurità. E nello spazio di questa oscillazione infinita raccontano il mondo intero, umano e divino, temuto e agognato. Quanta ispirazione nelle loro immagini, fatte di parole e colori. Quanta arte nutrita dopo di loro.

Il percorso visivo scelto da Barbara Codogno prende ispirazione dal verso che chiude l’Inferno della Comedìa e apre lo sguardo alla volta punteggiata:

E quindi uscimmo a riveder le stelle.
(Dante Alighieri, Comedìa – Inferno, Canto XXXIV, verso 139)

E la stessa ispirazione viene dal cielo stellato che punteggia la Cappella degli Scrovegni a Padova, affrescata nei primi anni del Trecento da Giotto.
Sempre Barbara Codogno:

“Giotto lavorò a Padova per gli affreschi della Cappella degli Scrovegni mentre Dante scrisse, quasi contestualmente, l’Inferno della sua Commedia. […] Punto di raccordo tra i due autori sono le stelle che sigillano l’evento espositivo.”

Santiago Ydanez, “Trittico. Senza titolo”

“A riveder le stelle” è la celebrazione di molte visioni di Inferno, Purgatorio e Paradiso, restituite dall’arte contemporanea attraverso segni che spezzano, continuano, sottolineano, mescolano, ripensano.
Diciassette artisti viventi e una cinquantina di opere saranno presenti agli Eremitani:

Agostino Arrivabene, Saturno Buttò, Desiderio, Marco Fantini, Sergio Fiorentino, Giovanni Gasparro, Alfio Giurato, Federico Guida, Maurizio L’Altrella, Paolo Maggis, Nicola Nannini, Sergio Padovani, Alessandro Papetti, Luca Pignatelli, Chiara Sorgato, Nicola Verlato, Santiago Ydanez.
Tutti artisti contemporanei italiani, tranne uno, spagnolo.

Artisti visivi intensamente figurativi e forti.
Un’arte fatta di segni incisi profondamente sulla materia, a partire dalla tela di Sergio Padovani, “Stelle aperte”: è l’opera di riferimento dell’intera mostra e prende grande ispirazione dalla volta degli Scrovegni, dai colori di Giotto e dalle anime oppresse sul fondo, poi in risalita, che di dantesco hanno molto.
Da questo fulcro partono le mille visioni, attualissime e antiche, delle altre opere in mostra.
Segni che si crogiolano nei tanti volti dell’inferno: fisico, spirituale, carnale, sensoriale, interiore, sempre umano. E poi risalgono dolorosamente in gesti che cercano e trovano (o forse no) un viaggio di purificazione. Fino al cielo.
Un cielo lindo e delicatamente ingombrato di “Corpi”: l’umanità alleggerita di Sergio Fiorentino.

Sergio Fiorentino, “Corpi”

Quando Dante e Virgilio escono dalla selva e rivedono le stelle, finisce l’Inferno e principia il Purgatorio.
Doloroso ma denso di speranza:

Per correr miglior acque alza le vele
omai la navicella del mio ingegno,
che lascia dietro a sé mar sì crudele;
e canterò di quel secondo regno
dove l’umano spirito si purga
e di salire al ciel diventa degno.

(Dante Alighieri, Comedìa – Purgatorio, Canto I, versi 1-6)

Della mostra “A riveder le stelle” sarà realizzato un catalogo edito da Cleup (Cooperativa Libraria Editrice Università di Padova).

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