Dio disse: “Facciamo l’uomo, a nostra immagine secondo la nostra somiglianza….” (Genesi 1,26) e ….una polla d’acqua sgorgava dalla terra e irrigava tutto il suolo. Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente. (Genesi 2,6-7).

Queste sono le parole che possiamo leggere all’ingresso del Museo Diocesano di Padova, per presentare la mostra “A nostra immagine. Sculture in terracotta del Rinascimento Da Donatello a Riccio”, un omaggio ad una materia povera ed estremamente fragile come la terracotta che racconta l’umanità, dove l’artista è un creatore di queste immagini e Dio padre è assimilato allo scultore.

Un omaggio anche alla grande tradizione di plastificatori, il termine specifico per gli artisti manipolatori di questi materiali, che hanno operato nel territorio diocesano, popolando chiese, sacelli, capitelli, conventi, abbazie, monasteri, cioè opere concepite per stare sugli altari, oppure di devozione nelle case private, sculture delicatissime di grande pregio.

Rinasce un patrimonio disperso

Secoli, dispersioni, furti, indifferenza, vandalismi hanno quasi completamente distrutto o disperso un patrimonio d’arte unico al mondo: le sculture in terracotta rinascimentali del territorio padovano. Ma qualcosa di prezioso e significativo è rimasto ed il Museo Diocesano di Padova, insieme all’Ufficio beni culturali, al termine di una intensa, partecipata campagna di recupero, studi, ricerche e restauri, sostenuti anche dal progetto di sensibilizzazione e raccolta fondi “Mi sta a cuore”, dopo la scultura lignea e la pittura su tavola, approda alla terza edizione del progetto, riuscendo  ora a riunire nelle Gallerie del Palazzo vescovile di Padova, sede espositiva del Museo, dal 15 febbraio al 2 giugno 2020, una ventina di terrecotte rinascimentali del territorio, orgogliosa testimonianza delle migliaia che popolavano chiese, sacelli, conventi e grandi abbazie di una Diocesi che spazia tra le province di Padova, Vicenza, Treviso, Belluno e Venezia.

Ci si potrebbe chiedere il perché di una diffusione tanto capillare della scultura in terracotta proprio in questo territorio. La ragione, a giudizio di Andrea Nante, direttore del Museo Diocesano di Padova e coordinatore del prestigiosissimo comitato scientifico della mostra “A nostra immagine”, va individuata nella presenza prolungata e molto attiva, a Padova, a ridosso della Basilica di Sant’Antonio, della bottega di Donatello e, dopo di lui, di Bartolomeo Bellano, Giovanni De Fondulis e Andrea Riccio. Questi artisti creavano capolavori in pietra, marmo, bronzo, ma anche nella più umile, e meno costosa terracotta. Opere preziose ed espressive, e per questo molto ambite e richieste.

In queste botteghe venivano alla luce grandi scene di gruppo, come i Compianti, immagini di Santi, ma anche piccole e raffinate Madonne di elevata qualità.

La produzione in terracotta a Padova

E la mostra, quasi per campione, accoglie esempi emozionanti di queste variegate produzioni artistiche distribuite nel territorio, non meno pregiate di altre sculture in terracotta che saranno prestate per l’occasione da alcuni Musei nazionali e internazionali, come il Museo del Louvre, che ha concesso la bellissima “Madonna con il bambino” di Donatello, talmente innovativa e moderna da sembrare un quadro Preraffaellita.

Verrà ricomposto il Compianto di Andrea Riccio, oggi diviso tra la Chiesa padovana di San Canziano ed i Musei Civici di Padova.

Saranno presentati alcuni inediti, tra cui una Madonna con il Bambino salvata da una clarissa dopo la soppressione del Convento padovano di Santa Chiara in età napoleonica, custodita fino a poco tempo fa nella clausura del Monastero della Visitazione in Padova, e ora restituita al suo aspetto originario da un importante restauro.

Per la prima volta saranno esposti, in una suggestiva installazione, i frammenti superstiti di una Deposizione, gravemente danneggiata nel bombardamento della chiesa di San Benedetto dell’11 marzo 1944.

Il progetto “Mi sta a cuore”

La mostra è l’esito di un lungo lavoro di studio che parte dall’esperienza di restauro di alcune di queste opere nell’ambito del progetto “Mi sta a cuore”: “Un progetto che ha visto la partecipazione di moltissime persone, che in occasioni diverse hanno dato il loro fattivo contributo ai quattro restauri di opere in terracotta policroma, e nello stesso tempo hanno imparato a conoscere da vicino e ad amare un patrimonio spesso trascurato e poco valorizzato”. Fruttuosa la collaborazione della Diocesi di Padova con il Centro Interdipartimentale CIBA dell’Università degli Studi di Padova e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso.

Le opere interessate al restauro sono le seguenti: tre “Madonna con bambino” di Giovanni de Fondulis dalla Chiesa di Pozzonovo, quella della chiesa di San Nicolò a Padova, e dal Museo Diocesano di Padova (dal Monastero della Visitazione), poi la “Deposizione di Cristo nel sepolcro” del Plastificatore padovano della Chiesa di San Pietro a Padova.

Il restauro ha valore di restituzione delle sculture, ma ha anche un ruolo conoscitivo di sculture che non avrebbero un giusto riconoscimento, proprio per la povertà dei materiali e solo lo studio e l’utilizzo di tecniche specifiche hanno permesso di capire la localizzazione mirata, la fissatura, la stuccatura e le dipinture di colore con i pigmenti ed i leganti utilizzati, e determinare la provenienza ed in alcuni casi attribuzione delle opere stesse.

Una video installazione di Antonio Ievolella, scultore napoletano, mostra il linguaggio contemporaneo di plasmare la terracotta, formato su paradigmi e forme diverse rispetto alle opere del Cinquecento e la sua creazione artistica che introduce alla mostra, un grande otre che contiene l’acqua che disseta, che nutre e genera la vita, infonde un soffio d’esistenza alla materia che si lascia modellare, plasmare nelle segrete vie del tempo.

Orari di visita

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 2 giugno 2020, con il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 14.00 alle 18.00, il sabato, la domenica ed i giorni festivi dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 14.00 alle 19.00; il costo del biglietto è di 8 euro quello intero e di 6 euro ridotto.

Informazioni e prenotazioni: Museo Diocesano Padova, piazza Duomo 12, tel. 049 8226159 www.museodiocesanopadova.it

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