E’ stata inaugurata a Rovigo la mostra dedicata a Gabbris Ferrari “Un’avventura artistica ed umana”, prima in Accademia dei Concordi, con una introduzione alla mostra del curatore artistico, Sergio Garbato.A Palazzo Roverella il taglio del nastro dell’esposizione, patrocinata dalla Fondazione Banca del Monte, con il sostegno culturale della neonata Fondazione per lo sviluppo del Polesine, presidente Fausto Merchiori.

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Sergio Garbato ha conosciuto molto bene Gabbris ed ha lavorato con lui nella stesura di più libri, in cui l’artista era illustratore. C’era un terzo libro in preparazione, su Faust, rimasto incompleto.

“Gabbris manca a questa città, ed ha avuto dalla città meno di quello che ha dato. Ed ora finalmente con questa mostra Gabbris avrà, anche se in ritardo, il giusto degno riscontro“. Così ci spiega il curatore, raccontando che Gabbris era un accademico ai Concordi, ma non avendo avuto il permesso di fare una mostra, se ne è andato.

La sua è una avventura artistica per il gusto della contaminazione, per la capacità di mettere insieme le cose, anche le più diverse tra loro Lo vediamo nelle sue opere, come “Lasciare Venezia”, in cui si mescola il presente ed il vecchio, cioè lasciare l’insegnamento con un po’ di rammarico, per andare ad Urbino. All’inaugurazione erano presenti i suoi allievi della locale Accademia di Belle Arti, ed il suo imponente assistente, uomo barbuto davvero in assonanza con Gabbris, Christian Kassar prima origini tedesche, poi trasformato in Cassar.mostra gabbris ferrari (11)

Ad Urbino Gabbris aveva fatto “Il ballo delle ingrate”, famosa opera di Monteverdi, messa in scena con le marionette. Don Giovanni era un suo sogno, e poi il suo allestimento per Orfeo ed Euridice di Gluck. In ogni suo disegno per la scenografia c’è un riferimento specifico, vedi il secondo atto del processo che si svolge a Rovigo, e mille altre opere, seguendo gli insegnamenti del suo maestro Prudenziato ed anche l’incontro con Emanuele Luzzati, maestro in ogni campo dell’arte applicata.

Il professor Garbato mi ha spiegato che fare un catalogo senza date è stato disarmante, perché era tutto un fare e disfare, e Gabbris aveva eliminato persino la data di nascita, perché lui era Gabbris e basta. Così è nella locandina e nella brochure che accompagna la visita della mostra.

Gabbris è stato un maestro perchè risvegliava dall’interno, passava dalla pittura al teatro, era un teatro dipinto, e la pittura una scena. Usava una tecnica particolare ed alla fine i pastelli di cera di olio comperati in Inghilterra, aggiustandosi con tutto quello che aveva in mano, usando anche gli uccelli impagliati dell’ufficio caccia e pesca della Provincia per le scene teatrali della “Visita meravigliosa”.

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Segno e colore per questo artista poliedrico meraviglioso. Io l’ho conosciuto per lavoro e poi in amicizia, e mi ha affascinato subito, per la matita sempre in mano ed uno schizzo pronto. Gli ho fatto vendere due opere che ora saranno salite assai di quotazione, e mi manca la risposta ironica sempre accompagnata dal sorriso, con condivisione di quello che il Maestro stava facendo.

Il 27 maggio ci sarà un convegno su Gabbris all’Accademia dei Concordi con il suo assistente scenografo Cassar.
Facciamo tesoro dei nostri artisti davvero preziosi!

La mostra rimarrà aperta fino al 2 luglio 2017, ingresso con il biglietto della mostra fotografica “Pietro Donzelli, Terra senza ombra”.

Una duplice opportunità per conoscere due artisti legati alla nostra provincia, in ambiti diversi, che hanno saputo egregiamente illustrare il nostro territorio, in contesti ed in tempi cosi diversi, perchè Gabbris nelle sue opere più recenti, aveva i legni del Delta.

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