Abbiamo bisogno di coraggio e speranza. E di socialismo. Dobbiamo renderci conto che stiamo attraversando un momento difficile, ma non dobbiamo dimenticare che probabilmente il periodo vissuto dai nostri nonni o i nostri padri nel secondo dopoguerra fu ancora peggiore. Il Paese riuscì a superare le lacerazioni della guerra civile, le distruzioni dei bombardamenti, il disastro economico e le macerie morali del periodo fascista, grazie alla speranza in un futuro migliore.

Non è stato un processo facile, né breve e tantomeno univoco, ma abbiamo saputo costruire uno stato democratico, una sanità ed una scuola pubbliche: insomma un paese civile. Abbiamo eliminato quasi completamente l’analfabetismo, abbiamo dato al lavoro dignità e tutela, abbiamo sconfitto malattie endemiche come tubercolosi, malaria, poliomielite grazie a massicce campagne di vaccinazione. Le scuole di provincia spesso ospitavano il “dispensario” che permetteva ai medici di controllare periodicamente la salute degli scolari. Ricordo bene i compagni storpiati dalla poliomielite, quelli inviati in sanatorio per curare la tubercolosi, oggi si tratta di malattie virtualmente debellate.
Quel periodo è stato davvero una stagione di progresso, lo è stato per tutti, soprattutto per le classi più deboli. La Rai pagava il Maestro Manzi una frazione di quello che oggi Fazio e l’insopportabile Littizzetto riescono a estorcere con la complicità dei politici. Gli ospedali pubblici erano la norma per farsi curare, solo le attrici famose e gli industriali sceglievano le cliniche private, più che altro per una forma di snobismo. Chi lavorava nella maggior parte dei casi aveva sì doveri, ma anche diritti e il lavoro autonomo era una scelta, non un’imposizione.

Quando sento che gli esponenti della destra dichiarano di voler smantellare lo stato sociale, quando vedo come gestiscono la sanità in Lombardia dopo averla privatizzata e come affermano in un delirio economico-fascista che la priorità per il vaccino va stabilita in base al PIL, quando li guardo mettere in dubbio le misure per il contenimento del contagio che altro non sono se non la sola prevenzione possibile in attesa del vaccino… beh, davvero mi chiedo se abbiano capito la lezione che la storia ci ha dato solo qualche decennio fa.
Che sia necessario intervenire in aiuto delle categorie maggiormente penalizzate dalla crisi economica è fuori discussione, che l’azione di governo vada criticata anche in modo aspro è altrettanto condivisibile, ma pensare che la soluzione ai problemi attuali sia rappresentata dalla “ricetta” del centrodestra è folle. A meno di non essere convinti che tornare indietro di settant’anni sia la strada per la felicità. Prepariamoci al cottimo, al dimezzamento dei salari femminili, all’impossibilità di pagare le spese mediche, ai licenziamenti per discriminazione.
E’ vero: “mala tempora current”, ma stiamo attenti a non garantirci che il futuro sia addirittura peggiore.

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