Anish Kapoor è il primo artista britannico di livello internazionale a essere celebrato dal 20 aprile al 9 ottobre 2022 alle Gallerie dell’Accademia di Venezia ed a Palazzo Manfrin con una straordinaria mostra, in concomitanza con la 59esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.

Il curatore è lo storico dell’arte Taco Dibbits, direttore del Rijksmuseum di Amsterdam.

La mostra, che comprende 60 opere, ha un carattere retrospettivo, presentando i momenti chiave della carriera dell’artista accanto ad un nuovo corpo di lavori inediti.

Per la prima volta sono esposte le nuove opere, fortemente innovative, ottenute utilizzando la nanotecnologia del carbonio, creando con il Kapoor Black, un materiale innovativo capace di assorbire più del 99,9% della luce visibile; inoltre materiali come acciaio, tela e silicone, così come i recenti dipinti e le sculture che testimoniano la vitalità e la spinta visionaria dell’attuale produzione artistica di Kapoor.

Questa interazione tra scienza e arte ha prodotto opere che si collocano all’interno del secolare linguaggio della pittura che, insieme a installazioni come Shooting into the Corner (2008-2009) e ai nuovi dipinti, entrano in un complesso dialogo con la collezione storica delle Gallerie dell’Accademia.

Forse, più esplicitamente che mai, questa mostra guarda a un linguaggio interiore che è sempre stato centrale nella pratica di Kapoor. In Pregnant White Within Me (2022) l’architettura delle Gallerie si dilata, suggerendo una ridefinizione dei confini tra corpo, edificio ed essere. Lungo tutta la mostra le opere di Kapoor assorbono ed estendono lo spazio all’interno e intorno a loro in regni inquietanti, per la predominanza del rosso porpora, con immagini di sangue che cola sui muri, arrivando alla morte dell’artista, trasformando così le sale delle Gallerie dell’Accademia in luoghi magici, anche se a volte diventano angoscianti, andando oltre l’esposizione di oggetti.

La duplice mostra continua anche all’interno dello storico palazzo nel ghetto, acquistato di recente dall’artista con Mount Moriah at the Gate of the Ghetto (2022) che capovolge il mondo all’ingresso di Palazzo Manfrin, cui appartenevano originariamente alcuni dei più celebri dipinti oggi conservati all’interno della collezione permanente delle Gallerie dell’Accademia.

Questa massa pendente conduce i visitatori, attraverso le sale del palazzo in corso di restauro, lungo un percorso che propone opere eseguite nel corso dell’intera carriera dell’artista: dal trittico dipinto Internal Objects in Three Parts (2013- 2015) a opere come White Sand, Red Millet, Many Flowers (1982).  Una serie di opere specchianti invertono e distorcono lo spettatore, portandolo in un corridoio dei baracconi delle giostre, dove si riflettono i soffitti dipinti e le finestre del palazzo in un mix surreale di antico e contemporaneo.

Cielo, inferno, terra e mare sono evocati in Turning Water Into Mirror, Blood into Sky (2003) e Destierro (2017), un’epica azione di sovvertimento.  L’installazione centrale Symphony for a Beloved Sun (2013) sommerge l’edificio storico nel colore primordiale rosso fuoco e nelle questioni della vita e della morte.

La galleria di Palazzo Manfrin

Palazzo Manfrin fu acquistato nel 1788 dal conte Girolamo Manfrin, ricco commerciante di tabacco, il quale aveva trasformato il primo piano dell’edificio in una galleria d’arte divenuta subito una delle maggiori attrazioni turistiche di Venezia, visitata anche da Antonio Canova, Lord Byron, John Ruskin ed Edouard Manet.

Dopo la morte di Manfrin, avvenuta alla metà dell’Ottocento, le opere della collezione furono vendute, ed il patrimonio delle Gallerie dell’Accademia si arricchì di ventuno dipinti tra i quali La Tempesta e La Vecchia di Giorgione, oltre a opere di Andrea Mantegna, Hans Memling, Nicolò di Pietro, Girolamo Savoldo e Moretto.

Il settecentesco Palazzo Manfrin, rimasto vuoto per diversi anni, è stato recentemente acquistato dalla Anish Kapoor Foundation ed il Palazzo è ora oggetto di un radicale progetto di restauro.

Anish Kapoor ha affermato di “Essere onorato di  essere stato invitato a confrontarsi con le collezioni delle Gallerie dell’Accademia di Venezia; forse una delle più belle collezioni di pittura classica di tutto il mondo. Tutta l’arte deve sempre confrontarsi con ciò che è accaduto prima e di sentire un profondo legame con Venezia, l’architettura e la sua vocazione per l’arte contemporanea.”

Taco Dibbits ha commentato: “Kapoor crea opere che si realizzano nell’attimo in cui le sperimentiamo. In tutti gli spazi di questa esposizione, alle Gallerie dell’Accademia e a Palazzo Manfrin, l’evoluzione e il tempo sono in mostra ma anche in atto. Tali opere esistono in un divenire continuo, siamo chiamati come testimoni di questi oggetti per un solo momento nel corso della loro generazione o de-generazione.”

Si consiglia la visita della mostra di Anish Kapoor partendo dalle Gallerie dell’Accademia, dove è possibile acquistare il biglietto per entrambe le sedi.

La mostra

20 Aprile – 10 ottobre 2022

Campo della Carità, Dorsoduro 1050, 30123, Venezia

Vaporetto stop Accademia: linea 1

Palazzo Manfrin Fondamenta Venier, Cannaregio 342 di fianco alla stazione ferroviaria di Venezia.

Orari di apertura:

Lunedì: 8.15–14,

Da martedì a domenica: 8.15–19.15 per le Gallerie dell’Accademia

Lunedì: 10–14

Da martedì a domenica: 10–19.15 per Palazzo Manfrin

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