Arriva Natale e tutti sono presi dalla frenesia degli acquisti. Invece ci si potrebbe fermare e ragionare sul vero significato del Natale, reale, simbolico, metaforico che sia, pensare ed apprendere dal di dentro.

E’ quanto è accaduto a Villa Valente Crocco nella Casa della Legalità e della Cultura, dove ha sede il Centro di Documentazione Polesano, con la lettura teatrale “Lei”, testo tratto dal libro di Mariapia Veladiano, a cura dell’attore Adriano Baccaglini.

“Cosa c’è di divino nell’essere giovane madre di un figlio arrivato per grazia o per caso? Ci si augura per lui una vita buona: che non incontri il male, che il mondo lo accolga o almeno lo lasci in pace.

E’ la storia umanissima di Maria, Madre di Dio, vita che si consegna fragilissima e si promette eterna.

Ma il figlio di Maria è troppo speciale perché la storia sia solo quella ed infatti sarà altra, raccontata per generazioni in poesia, in pittura, in musica, nel vetro, nel ghiaccio immacolato, a punto croce, sulle volte delle cattedrali, sui selciati delle piazze.

Qui parla Maria attorniata dal suo tempo e sopra di lei infine gli angeli che le fanno da corona, ma non riescono a tenere lontano con le loro grandi ali, il gran male del mondo.

Ciò che resterà del figlio, sarà un corpo rotto senza grazia, consegnato ad una madre ancora giovane, anche nel momento estremo così simile a tante madri”.

Queste le parole di Mariapia Veladiano scrittrice vicentina, autrice di libri molto profondi, che affrontano argomenti assai impegnativi, con una chiave poetica per dare un po’ di leggerezza alla drammaticità delle situazioni.

La calda voce di Adriano Baccaglini ha narrato come Maria dopo aver fatto il pane lo spezzasse per ogni passante perché l’amore alla fine vince; Maria non ha capito, non ha nemmeno saputo, a volte nemmeno voluto, vivendo come la sorgente che divenne un fiume, con una altera consapevolezza di essere speciale, senza alcuna consolazione, essendo hic et nunc per chi la cerca, già pronta con questo manto come un velo di stelle, una ma-donna corale.

Da questa lettura appassionata e poetica emerge il bisogno di costruire storie che salvino, e Lei ha salvato Dio mille volte; è una storia che affascina anche chi è ateo, perché c’è questo racconto sempre con la visione di Lei, donna che ha detto di Si, con tutti i suoi dubbi, applicando il libero arbitrio, come donna   responsabile e quindi consapevole.

Adriano Baccaglini ha immaginato questa donna, l’ha interiorizzata, scegliendo accuratamente i testi più poetici, cercando qualcosa che dialogasse con il testo, come la scelta di elementi scenici a cura di Miranda Greggio e Luigi Milani e la video intervista di Alberto Gambato, le musiche di Omar Sosa e Paolo Fresu, Arvo Part e Sakamoto, molto amati dall’attore e la canzone Ave Maria di De Andrè, con la voce di Antonella Ruggero.

Il tutto ha ben rappresentato l’impronta stilistica dell’attore di Lendinara, avvezzo ad usare testi propri o di scrittori di grande spessore, mettendo a frutto la decennale esperienza nel Teatro del Lemming e poi dal 2014 attore free lance al Teatro De Micheli a Copparo.

Una donna palestinese che emigra per far nascere il suo bambino, come gli sguardi innocenti di tante altre ragazze sui barconi,  i loro nomi e quelli delle donne italiane immigrate durante la guerra, con la narrazione di Mariapia Veladiano e la sensibilità ed il misticismo di Adriano Baccaglini: tutto questo è “Lei”.

Buon Natale!

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