L’Etiopia è un incontro di contrasti, di arcaico e moderno, villaggi e metropoli, ricchezza e povertà estrema. Al paese africano sono dedicati gli scatti di Cristina Sartorello, in una mostra a Rovigo in occasione della Fiera d’Ottobre.

Sguardi al femminile

“Sguardi da un’altra Etiopia”, che raccoglie le immagini scattate da Cristina Sartorello durante un viaggio in Africa, è una delle due sezioni della mostra in programma a Rovigo, nella sala della Gran Guardia, dal 19 al 23 ottobre 2020.

Anche la seconda sezione ospita le opere di una fotografa, Roberta Laurenti, dal titolo “Street art a Venezia”. La mostra sarà liberamente visitabile tutti i giorni dalle 15.30 alle 19.00.

Viaggio in Etiopia

“L’Etiopia è un mondo in cui tutto è da scoprire: si rimane affascinati dal magico dispiegarsi delle forme di rilievi di notevole altezza, dai laghi e dalle distese della savana, con le sue curiosità naturali, il contrasto dei colori, il misto tra arcaico, desueto, kitsch e moderno, il pittoresco delle usanze antiche, sopravvissute in alcune zone, diventate purtroppo solo spettacolo per turisti paganti”.

Così Cristina racconta la sua scoperta del paese africano, durante una missione umanitaria nel 2018, assieme ai padri indiani cattolici, che l’ha condotta dalla capitale Addis Abbeba ai villaggi di fango, fino nella valle dell’Omo. “Stridente è la differenza delle architetture nella megalopoli di Addis Abeba, dalle baraccopoli in periferia, o dalle costruzioni di fango, o delle capanne di paglia dei villaggi, sagome differenti, che delineano un mondo dalle diversità sorprendenti“, racconta.

In Etiopia si alternano megalopoli e abitati privi di acqua e corrente elettricha, campi coltivati con aratri di legno e internet point, bambini che trasportano sulla testa taniche d’acqua e cittadini in abiti firmati. Qui si mescolano la religione animista, quella cattolica e la musulmana, e gli stili di vita più diversi. Un mondo, dice Cristina, che rischia di scomparire, cancellato dal consumismo e da un modello di sviluppo che non rispetta l’ambiente e lascia indietro i più deboli.

“Per quanto riguarda il progetto fotografico – spiega Cristina – ho cercato di cogliere le diversità psicologiche e sociali in modo significativo, lavorando sull’attesa, piuttosto che sulla costruzione della fotografia”. Più che i rituali, spesso artificiali, e gli elementi esotici, un soggetto importante diventano i giochi dei bambini, “che nella loro esuberanza espressiva sanno condurre una giusta continuità ad una vita a volte davvero faticosa”.

Fotografa per passione

Cristina Sartorello è appassionata e instancabile fotografa e collaboratrice di questo blog. Pur iniziando a occuparsi di fotografia in modo casuale, nel tempo ha partecipato a workshop, portfolio, confronti con grandi fotografi.

Predilige la fotografia concettuale e la street photography, il bianco e nero, il reportage di viaggio, ma si sperimenta anche nel ritratto ambientato e nel paesaggio a colori.
Ha esposto in numerose mostre collettive e personali nel Veneto ed in Emilia Romagna. Il suo ultimo progetto di fotografia concettuale, un quaderno d’artista, è stato presentato nel gennaio 2020 a “Frequentazioni 2020”, alla Casa Caprari Maritain di Celeseo a Sant’Angelo di Piove di Sacco.
Da alcuni anni scrive di fotografia sulla rivista on line Fotopadova.org e collabora saltuariamente con il giornale on line rovigoinfocitta.it

Una risposta

  1. Cristina sei grande.
    una grande fotografa.dei una Fonte di ispirazione.sei umana e. Questo ti rende unica.
    Hai sempre il sorriso per chi. Ti sta davanti.
    E per questo tu riesci a fotografare la loro anima. Sono molto onorata di conoscerti e mi piacerebbe tanto che la tua energia e lo spero aiuti tutte le persone che visiteranno la tua mostra.
    un grande abbraccio Maria

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