Proseguiamo l’anticipazione di alcuni brani delle interviste contenute in “Fabula veneta” di Maurizio Caverzan. Questa domenica lo scrittore veneziano Gianfranco Bettin.

Illustrazione di Bosk

Letteratura sociologica o sociologia letteraria? Gianfranco Bettin è un autore che divide. Chi lo vede addirittura come il nuovo Pier Paolo Pasolini e chi trova che nelle sue opere ci sia più attualità che arte. Di sicuro, sia nella saggistica che nella narrativa, ha illuminato le svolte degli ultimi decenni. Prima di Roberto Saviano, ha dato corpo al filone della nonfiction, trasfigurando la cronaca e mostrando un Nordest ruvido, magmatico, in cerca d’identità. Ci incontriamo nel municipio di Marghera, il paese sul confine della laguna veneziana dove vive. Scoprendo che abbiamo frequentato le stesse aule universitarie padovane di fine anni Settanta.

Mi fa un suo breve identikit?

«Sono nato a Porto Marghera nel 1955, ho vissuto anche a Milano e a Roma, ma qui ho mantenuto radici e residenza. Mi sono laureato a Scienze politiche con una specializzazione in sociologia. In facoltà sono poi rimasto per diversi anni come assistente e ricercatore mentre, nel contempo, lavoravo nella ricerca sociale, con istituti come il Censis, il Labos e altri».

Dopo il periodo come assistente e ricercatore?

«Dopo aver partecipato alla fondazione dei Verdi italiani, in particolare impegnandomi su Venezia e Porto Marghera, nel 1992 sono stato eletto deputato. Ho lasciato presto il Parlamento e anche la carriera universitaria. Mentre ho continuato a svolgere ricerca sociale, impegnandomi soprattutto nell’attività amministrativa, come assessore e prosindaco di Venezia, con le giunte di Massimo Cacciari. Sono presidente della municipalità di Marghera, una delle sei in cui si struttura il comune metropolitano».

Intanto si dedicava alla scrittura…

«Ho sempre scritto, fin da bambino. I soliti temi scolastici, certamente, ma anche racconti e diari. Mi piaceva narrare, anche me stesso, rivisitare sulla pagina scritta le esperienze e i luoghi. Mi veniva naturale. Scrivere, poi, è diventato necessario per motivi di lavoro, per la ricerca e i reportage sul campo. Collaboro da molti anni con riviste e quotidiani, con inchieste e interventi».

Come ha cominciato a scrivere?

«Come qualcuno comincia a suonare la chitarra. O a cantare o dipingere».

È una passione nata dall’estetica o dall’etica?

«Bella domanda, andrebbe fatta al ragazzino di un po’ di anni fa. Rischio di rispondere io al posto del me stesso di allora. Comunque, sentivo forse quella che oggi potrei chiamare un’istanza etica nel voler raccontare cose che sentivo urgenti e necessarie trasmettere. Ma c’era sicuramente anche una motivazione estetica, il tentativo di restituire con le parole la forma migliore di quelle cose. Per migliore intendo la forma più propria dell’oggetto narrato. Se raccontavo una notte stellata avrò cominciato a domandarmi quali parole esprimessero meglio la forma, e insieme il significato, di quella notte».

Quali rapporti sono stati significativi per appassionarla alla letteratura?

«Ho avuto la fortuna di conoscere presto critici come Grazia Cherchi, Alfonso Belardinelli, Goffredo Fofi e altri. Ho frequentato Elsa Morante negli ultimi anni della sua vita. Avevo scritto un articolo su La storia e lei ha voluto conoscermi, Fofi fece da tramite. Poi ho conosciuto Romano Bilenchi, incrociato Italo Calvino e Vittorio Sereni, Giuseppe Consolo, Corrado Stajano, e molti altri più occasionalmente.  E ovviamente i nostri grandi veneti, Andrea Zanzotto, Mario Rigoni Stern, Luigi Meneghello…».

(prosegue nel libro…)

“Fabula veneta” è disponibile nelle librerie Apogeo ad Adria (RO), Ubik piazza Vittorio Emanuele II e C.C. La Fattoria a Rovigo, Il Libraccio a Rovigo, Jolly del Libro a Verona, Bonturi a San Bonifacio (VR), Traverso a Vicenza, Bortoloso a Schio (VI), La Bassanese a Bassano del Grappa (VI), Mondadori a C.C. Ipercity Albignasego (PD), Zabarella a Padova, Il Mondo che non vedo a Padova, Limerick a Padova, Pangea a Padova, Mondadori presso la Stazione ferroviaria a Padova, Libraccio al Portello a Padova, Lovat a Villorba (TV), Ubik a Treviso, La bottega di Manuzio a Mestre (VE), Il Leggio a Sottomarina (VE), Moderna a San Donà di Piave (VE), Ubik a Castelfranco Veneto (TV), Tralerighe in libreria a Conegliano (TV), Agorà a Feltre (BL), Le due zitelle a Belluno, Al Segno a Pordenone.

L’elenco è in aggiornamento. Tutte le librerie, se sprovviste, lo possono ordinare (Libro Co. e Fastbook). È acquistabile online sul sito della casa editrice https://www.apogeoeditore.it/libro/9788899479602 e sui principali store, ad esempio ibs.it https://www.ibs.it/fabula-veneta-incontri…/e/9788899479602 e molti altri.

Per irreperibilità o altre problematiche si prega di contattare direttamente l’editore al 347.2350644 oppure via mail editore@apogeoeditore.it

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