Concludiamo con questa domenica l’anticipazione di alcuni brani delle interviste contenute in “Fabula veneta” di Maurizio Caverzan. L’ultimo brano e dedicato a Mariapia Veladiano.

Illustrazione di Bosk

Una scrittrice teologa. Una ex preside delle superiori che ha lasciato la scuola dopo un contenzioso per un carico eccessivo, l’aumento degli istituti che avrebbe dovuto dirigere, cui non si sentiva di far fronte. Ora si dedica esclusivamente alla scrittura che, fin da subito, quando ha iniziato a pubblicare tardivamente, le ha dato grandi soddisfazioni. Prima ha vinto il premio Calvino, per autori inediti. Poi, sempre con La vita accanto (Einaudi, 2011), è giunta seconda al Premio Strega. Al mondo della scuola, comunque, è sempre molto legata, come documenta anche il recente Parole di scuola (Guanda, 2019). Vicentina, collaboratrice di Repubblica e della rivista Il Regno, Mariapia Veladiano è seguita da un folto gruppo di lettori ed è sempre ben recensita dai media mainstream. Purtroppo, come rivela in questa intervista, è timida. E la timidezza può trasformarsi in reticenza. O, unita alla consapevolezza del talento, creare distanza. 

Perché si chiama Mariapia? Due nomi in uno, attaccati. Il secondo indica anche una direzione, una dirittura, se così si può dire…
«Piaceva ai miei genitori. È un nome impegnativo, è vero, soprattutto se si crede che il nome orienti la vita, anche solo per il fatto di essere chiamati infinite volte con il proprio nome».

È laureata in teologia, oltre che in filosofia: direzione confermata?
«C’è una storia e forse il nome ne fa parte. Ma così senza troppo cercare, mi vien da dire che altri nomi hanno un maggiore destino teologico. Elizabeth, ad esempio: Elizabeth Green, Elizabeth Schlüssler. Anche se Maria, nelle sue varianti linguistiche, sembra essere davvero un poco un destino nel mondo della teologia al femminile: Mary Collins, Rosemary Radford Reuther, Mary Daly. Comunque io non sono una teologa. Ho studiato teologia e poi ho scritto romanzi. Felice di avere studiato teologia ma inadatta a occuparmene. C’è una pretesa nella teologia, quella di affrontare un tema chiudendo il cerchio del ragionare. La vita non chiude mai i cerchi. I romanzi riescono a parlare di teologia rispettando la inafferrabilità della vita. Credo che ci sia più teologia nella letteratura che nei trattati».

Perché ha scelto d’intraprendere questi studi?
«La spavalda esigenza di trovare una risposta al problema del male. Il male è il problema».

Ho letto La vita accanto e Lei (Guanda, 2017): sbaglio se dico che è una scrittrice che attinge altrove?
«Spero proprio che non sia così! La scrittura chiede un tale lavoro di concentrazione, un abitare in un punto interiore lontano da tutto. Quando scrivo non leggo nemmeno il giornale, per non essere, come dire, distratta, a livello di stile, parole, immagini».

Intendevo che non attinge alla solita sociologia, agli equilibri e ai disequilibri economici e di classe, ma alla psiche, alla riflessione introspettiva, al senso religioso e ai suoi misteri?
«Questo sì, ma è un altrove in cui tutti abitiamo. Il luogo delle domande che ci portano verso la nostra comune umanità. Un luogo in cui ci si ritrova così simili».

È una letteratura che non tralascia la fisicità del posto in cui si situa, in La vita accanto il fiume Retrone con le sue acque nere e il santuario di Monte Berico. Sono o sono stati due poli attrattivi anche per lei?
«Sì. Il santuario veglia la città. Il Retrone è proprio ai piedi del colle, un fiume misterioso, che arretra per effetto della confluenza con il Bacchiglione. Un luogo pieno di vita, in realtà. Gallinelle d’acqua, germani reali, topolini d’acqua. Il mistero della vita. Acqua, cielo, spirito».  

(prosegue nel libro…)

“Fabula veneta” è disponibile nelle librerie Apogeo ad Adria (RO), Ubik piazza Vittorio Emanuele II e C.C. La Fattoria a Rovigo, Il Libraccio a Rovigo, Jolly del Libro a Verona, Bonturi a San Bonifacio (VR), Traverso a Vicenza, Bortoloso a Schio (VI), La Bassanese a Bassano del Grappa (VI), Mondadori a C.C. Ipercity Albignasego (PD), Zabarella a Padova, Il Mondo che non vedo a Padova, Limerick a Padova, Pangea a Padova, Mondadori presso la Stazione ferroviaria a Padova, Libraccio al Portello a Padova, Lovat a Villorba (TV), Ubik a Treviso, La bottega di Manuzio a Mestre (VE), Il Leggio a Sottomarina (VE), Moderna a San Donà di Piave (VE), Ubik a Castelfranco Veneto (TV), Tralerighe in libreria a Conegliano (TV), Agorà a Feltre (BL), Le due zitelle a Belluno, Al Segno a Pordenone.

L’elenco è in aggiornamento. Tutte le librerie, se sprovviste, lo possono ordinare (Libro Co. e Fastbook). È acquistabile online sul sito della casa editrice https://www.apogeoeditore.it/libro/9788899479602 e sui principali store, ad esempio ibs.it https://www.ibs.it/fabula-veneta-incontri…/e/9788899479602 e molti altri.

Per irreperibilità o altre problematiche si prega di contattare direttamente l’editore al 347.2350644 oppure via mail editore@apogeoeditore.it

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