Il progetto culturale “Luce su Giovanni Bellini”, promosso e gestito dal Polo Museale Veneto, in collaborazione con la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, unisce per la prima volta molte realtà pubbliche e private di Venezia e dell’intero territorio Veneto, come Soprintendenze, Musei, Assessorati alla Cultura dei rispettivi Musei ed altre ancora, tra cui sono comprese l’Accademia dei Concordi di Rovigo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Luce su Giovanni Bellini” coinvolge ogni chiesa, museo, collezione che possa vantare nel proprio patrimonio almeno un’opera di Giovanni Bellini e quindi ciascun soggetto nell’ambito delle celebrazioni per il Cinquecentenario della morte del pittore veneziano, si è impegnato a valorizzare ciò che di Bellini è offerto in visione nella propria sede. Un innovativo progetto di illuminotecnica, interamente finanziato da privati, consentirà illuminazione ad alto livello qualitativo di tutte le Pale d’altare di Giovanni Bellini conservate nelle sette chiese veneziane che ancora le ospitano ed il progetto avrà un carattere permanente.

Una applicazone gratuitamente attivabile, consentirà ai cittadini veneti ed ai turisti di percorrere Venezia ed il Veneto alla scoperta di Giovanni Bellini poichè il 29 novembre prossimo ricorrerà il 500° anniversario della morte del pittore, Cittadino della Repubblica di Venezia, esponente di spicco della pittura rinascimentale, una figura di grande spessore per la sua capacità di coniugare le più svariate tendenze artistiche. Per l’occasione ritornerà in Italia dopo oltre 70 anni il capolavoro “L’ebbrezza di Noè”, esposta fino al 18 giugno presso il Museo Correr a Venezia, proveniente dal Museo des Beaux-Arts di Besancon. Incentrata su un tema biblico dipinto negli stessi anni anche da Michelangelo, la tela di Giovanni Bellini raffigura con una intensità di colori tipica della scuola veneta, un episodio biblico narrato nella Genesi.

“Fiat lux“ quindi a Giovanni Bellini, presente a Rovigo con il Cristo portacroce e la Madonna con bambino della Pinacoteca della Accademia dei Concordi, acquistate entrambe dal nobile Francesco Casalini a fine ‘700, che sono state esposte con grande successo al Forte di Bard ad Aosta, lo scorso anno nella mostra curata da Vittorio Sgarbi: “da Bellini a Tiepolo“.

Luce dunque anche a Rovigo su Giovanni Bellini, noto pure con il nome Giambellino: in lui sono riunite esperienze artistiche dalla tradizione bizantina alla pittura padovana mediata dal cognato Andrea Mantegna, dalle lezioni di Piero della Francesca, Antonello da Messina e Albrecht Durer, e la scultura di Donatello, fino ad arrivare alle cromaticità di Giorgione.

Luce Bellini

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