Per molti decenni, agli inizi del secolo scorso, Corbola è stata la capitale dei barcari polesani. Un paese intero popolato da marinai e naviganti del fiume, una stagione importante nella storia di questo territorio, destinata inesorabilmente ad essere cancellata dalle nostre memorie.Non da quella di Renato Baccara, però, l’ultimo barcaro di Corbola: una vista spesa a bordo di burci, rascone, gabarre e bucintori, imbarcazioni che risalivano continuamente il corso del Po e dei suoi rami.

Testimone di un tempo lontano, ma di cui conserva nitidamente il ricordo, in un’intervista nel nuovo REM (in uscita a dicembre), Renato racconta di una generazione di viaggiatori fluviali che aveva trovato, anche in altre località del Delta come Contarina e Loreo, le condizioni ideali per creare una fitte rete di contatti e scambi commerciali via acqua.

Una stagione di capitani di corrente e mestieranti del Po: moré, maestri d’ascia e cavallanti. Renato ci prende per mano e ci aiuta ad ascoltare, ancora una volta, le voci del fiume e dei suoi abitanti.

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4 risposte

  1. Io quand’ero piccola ho conosciuto un barcaro di Corbola ricordo lo chiamavano Beppe Babao qualcuno se lo ricorda?

    1. Renato Baccara mi aveva segnalato che un altro barcaro, Pio Forza, aveva stilato un elenco dei natanti, dei capo-barca e dei relativi soprannomi: più di cento barcari attivi a Corbola nel periodo 1925-1965.
      Tale elenco dovrebbe essere consultabile presso la Biblioteca R. Pampanini di Corbola, in Piazza Martiri.
      Un saluto
      Vainer Tugnolo

    2. Buongiorno,
      l’ho sicuramente conosciuto anch’io ma non ne ricordo il nome.
      In famiglia lo sentivo chiamare “BepBabao”
      Babao peraltro è un termine dialettale …
      Quasi certamente fece parte della “Carovana barcari Bacchiglione” (una sorta di cooperativa) della quale mio nonno, Forza Mariano, deceduto nel 1981, fu socio fondatore e Presidente per tutti i vent’anni che esistette (dal 1953 al 1972).
      Credo che tutti o quasi fossero nativi di Corbola e anche amici.
      Di questa Carovana ho ancora i documenti originali di costituzione e di chiusura. La Carovana aveva un ufficio a Venezia con un’impiegata.
      Ho anche alcuni “libricini” sui quali mio nonno annotava i nomi dei soci della Carovana che si avvicendavano e le somme erogate (ed. assegni familiari). Quindi tra i nomi dei soci c’è anche quello di “BepBabao”.
      Nel mio archivio fotografico ho un po’ di foto di una o due cene che i soci fecero nel ristorante “Da Poppi” sulla via Romea.
      Ho conosciuto anche un Baccara che abitò a Chirignago, Comune di Venezia. Forse anche questo fece parte della Carovana.
      Nei suoi ultimi anni un Bovolenta che fece parte della Carovana abitò a Marghera.
      C’era anche un barcaro nominato “L’American”. Forse anche un suo figlio fece il barcaro. Non so se era il barcaro che abitava in Corbola nelle case nuove della strada che porta ad Ariano e dove una volta ci andai con mio nonno o mio zio.
      Mio zio, Forza Nerino, deceduto il 15 dicembre scorso, fece il barcaro fin da ragazzo con suo padre e poi sui spintori di chiatte, ma non per tutta la sua vita lavorativa.
      Se non ricordo male, mio nonno era soprannominato “Cadorna”.
      Emilio Forza
      Nato a Corbola nel 1954

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